No alla profanazione di simboli religiosi
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- Creato: 22 Settembre 2015
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L’impegno «a ripudiare ogni atto di violenza o persecuzione commessi contro una persona o comunità » a causa della fede professata e «a condannare la profanazione e la distruzione dei luoghi sacri e dei simboli religiosi» è stato sottoscritto lo scorso 19 settembre in Argentina da un gruppo di leader musulmani e cristiani di America latina e Caraibi. Si tratta dei partecipanti al convegno svoltosi a Buenos Aires su iniziativa dell’Organizzazione islamica per l’educazione, la cultura e le scienze e il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso — presente con il cardinale presidente Tuaran e il segretario padre Ayuso Guixot — in collaborazione con il Governo argentino e l’Istituto per il dialogo interreligioso della capitale, presieduto da Omar Abboud. Dopo aver riflettuto sul tema dei lavori — «Promuovere una cultura di rispetto reciproco e di solidarietà umana fra i fedeli delle religioni» — gli intervenuti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in sette punti, nella quale si sottolinea tra l’altro l’imp ortanza del dialogo islamo-cristiano, basato sulla condivisione delle stesse radici abramitiche. Entrambe le religioni, del resto, riconoscono «la necessità di preservare l’insieme dei valori che permettono una cultura della convivenza: il rispetto reciproco, la solidarietà, il rispetto del creato, della giustizia sociale e dei diritti umani». In particolare si evidenzia come tutto ciò comporti anche il rispetto della vita e della famiglia, che in tale ambito riveste un ruolo centrale. Di conseguenza occorre «conservare e difendere l’unità della famiglia». Infine si propone di unire gli sforzi per istituzionalizzare il dialogo tra le due parti attraverso un organismo di collaborazione che si riunisca periodicamente.
© Osservatore Romano - 23 settembre 2015