Solo con la fede più forti della violenza

maniIl patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti chiede a cristiani e musulmani moderati di unirsi

DAMASCO, 4. «Un vero e proprio tsunami sta per abbattersi sull’E u ro - pa, quello dell’esodo dei disperati e perseguitati che fuggono dalla guerra e dalla strategia del terrore organizzata dallo Stato islamico. Per contenere questo flusso — davanti al quale l’Europa non sembra preparata — i cristiani e i musulmani moderati del mondo intero devono unirsi per ristabilire la pace. Solo una coalizione internazionale interreligiosa potrà essere più efficace delle bombe, siamone coscienti». È il grido di allarme lanciato dal patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, intervenuto nei giorni scorsi a una conferenza sulla situazione dei cristiani in Medio oriente organizzata a Lugano, in Svizzera, dall’associazione Chrétiens sans frontière s. Laham ha ricordato la grave situazione creatasi ad Aleppo, a Homs e nel nord-est della Siria dove trentatré villaggi abitati da cristiani di rito aramaico sono stati distrutti: «Molte chiese sono state devastate, anche se noi abbiamo cominciato a ricostruirle. Dall’inizio della guerra civile, ormai cinque anni fa, possiamo dire che solo un miracolo ci tiene in vita, quello della nostra fede straordinaria attraverso questa via crucis». Ma le vittime non sono solo i cristiani del Vicino oriente. Il patriarca ha espresso la sua solidarietà anche ai musulmani moderati che vivono sotto un regime di terrore: «In Medio oriente tutti gli esseri umani sono minacciati, viviamo una specie di terza guerra mondiale e dobbiamo lavorare fianco a fianco per porre fine a una tragedia che può ripercuotersi in tutta Europa e nel mondo intero. La coesistenza fra i popoli è minacciata, come lo sono le prospettive per le generazioni future e l’avvenire di tutta la regione». Rivolgendosi agli episcopati europei, il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti ha lanciato un nuovo appello alle Chiese affinché si mobilitino a fianco dell’islam moderato e vengano in aiuto dei siriani di tutte le confessioni e di tutti i partiti per porre fine alla guerra nella regione: «Al contrario, la violenza e il terrorismo distruggeranno Oriente e Occidente insieme», ha detto Laham, sottolineando l’importanza, per le Chiese del Medio oriente, di essere incoraggiate dai fratelli cristiani nel resto del mondo «al fine di consolidare, con la presenza e la testimonianza, il loro ruolo, la loro vocazione e la loro missione».

© Osservatore Romano - 5 novembre 2015