Dolore e vergogna

merkel-dachauBERLINO, 21. «La memoria di questi destini mi riempie di profondo dolore e vergogna». Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha visitato ieri l’ex campo di concentramento di Dachau, vicino Monaco, in Baviera, dove fra il 1933 e il 1945 vi furono internati oltre 200.000 detenuti, di cui quasi un quarto morirono massacrati dalla furia nazista.
Merkel è stata il primo cancelliere tedesco a mettere piede a Dachau. Critiche sono giunte dal mondo della politica, che ha accusato il cancelliere di una manovra elettorale nel pieno della campagna per il rinnovo del Bundestag (il voto è in programma per il 22 settembre). In difesa di Merkel è scesa però una voce autorevole, l’ex presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania, Charlotte Knobloch: «È lodevole che il cancelliere approfitti dell’occasione della sua visita nella regione per visitare il memoriale dell’ex campo di concentramento». Angela Merkel aveva ieri in programma due comizi in Baviera: a Erlangen e a Dachau. Tra questi due appuntamenti, su invito di un sopravvissuto dell’Olocausto, Max Mannheimer (93 anni), Merkel ha deciso di recarsi in visita al memoriale di Dachau. Ci andrò, aveva anticipato, con un «sentimento di vergogna e contrizione», «so che non è un appuntamento facile» perché quel che è successo nei campi di concentramento «è e rimane inconcepibile». Per me — ha poi dichiarato Merkel — «è un momento molto particolare». Il cancelliere ha incontrato i sopravvissuti e deposto una corona. Il portavoce Seibert ha precisato che il cancelliere era stato invitata dopo che si era appreso del suo comizio a Dachau.

© Osservatore Romano - 22 agosto 2013