Più formazione per il dialogo ecumenico e interreligioso

2014-pascha-fanarBOSSEY, 17. Affrontare l’urgenza della testimonianza del Vangelo nel contesto ecumenico e multireligioso attuale. Questo, in sintesi, l’obiettivo del World Council of Churches (Wcc ) che svilupperà in futuro materiali di supporto per aiutare le Chiese impegnate sia nel dialogo ecumenico che in quello interre l i g i o s o . L’accordo per la realizzazione di questo materiale è stato il risultato di intensi scambi nel corso di un recente incontro organizzato dalla commissione Fede e costituzione del Wcc e dal Programma per il dialogo interreligioso e la cooperazione, svoltosi presso l’Istituto ecumenico di Bossey, in Svizzera. Alla riunione hanno preso parte numerose persone provenienti da Asia, Africa, Medio Oriente, Europa e Nord America, responsabili delle relazioni ecumeniche e interreligiose nelle Chiese membro del Wcc, nonché accademici cristiani e ricercatori. Durante l’incontro sono state esaminate le questioni relative al rapporto tra dialogo ecumenico e interreligioso, nonché le loro analogie e i tratti distintivi. Inoltre, si è parlato dei diversi contesti geografici e strutturali nei quali sorgono le principali questioni relative ai rapporti ecumenici e interreligiosi. A Bossey è stato dimostrato che spesso diverse comunità o le persone comuni possono doversi confrontare sia con i problemi di tipo ecumenico che interreligioso e gradirebbero ricevere un aiuto riguardo ai metodi appropriati da seguire nei differenti contesti. In diverse occasioni, è stato ribadito che la competenza, per esempio, nel campo interreligioso potrebbe portare a sottovalutare l’importanza di un corretto metodo nel confronto ecumenico. L’incontro di Bossey, ha dichiarato Clare Amos, direttore del Programma per il dialogo interreligioso e la cooperazione del Wcc, «è un primo passo verso un dialogo costruttivo che reciprocamente arricchisce il lavoro delle Chiese a livello mondiale nel dialogo intercristiano e nel dialogo con le altre religioni del mondo». «Con il Wcc — ha aggiunto John Gibaut, direttore della commissione Fede e costituzione — c’è una lunga esperienza sia nel dialogo ecumenico che in quello interreligioso. Entrambe le forme di dialogo possono dare un notevole contributo l’uno all’altro». La cooperazione tra la commissione Fede e costituzione e il Programma per il dialogo interreligioso e la cooperazione del Wcc è una risposta al nuovo modo di lavorare adottato dalla decima assemblea generale svoltasi lo scorso anno a Busan.

© Osservatore Romano - 18 maggio 2014