Uniti contro la violenza in nome della religione

kaiciidUniti contro la violenza in nome della religione. Sostenere la diversità religiosa e culturale in Iraq e in Siria: è il tema della conferenza internazionale che si tiene dal 18 al 19 novembre a Vienna, per iniziativa del Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz (Kaiciid). Già il 13 novembre nel corso dell’udienza di Papa Francesco al presidente della Repubblica federale d’Austria, Heinz Fischer, si era parlato dell’importanza della promozione della libertà religiosa e diritti umani e di dialogo interreligioso e interculturale. Ora la Conferenza nella capitale austriaca rilancia questo impegno a promuovere la pace, contro ogni forma di violenza, soprattutto nella regione mediorientale. Vi sono stati invitati esponenti delle principali religioni dell’area: musulmani, ebrei e cristiani di varie denominazioni. La Chiesa cattolica è rappresentata dal segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, il comboniano Miguel Angel Ayuso Guixot. «Le violenze perpetrate in nome della religione in questi due Paesi minacciano il cuore del diversificato tessuto sociale e religioso» delle rispettive società, spiega il segretario generale del Kaiciid, Faisal bin Abdulrahman bin Muaammar, che aggiunge: «il nostro obiettivo, attraverso il dialogo, è quello di mettere in evidenza iniziative esistenti e delineare nuove e concrete risposte alla violenza». Al termine dei due giorni di lavori basati sullo scambio di esperienze, i partecipanti rilasceranno una dichiarazione finale.

© Osservatore Romano 19 novembre 2014