Niente conversioni all’islam senza il consenso dei genitori
- Dettagli
- Creato: 23 Luglio 2015
- Hits: 1376
IL CAIRO, 23. Una clausola, da inserire nella legge sullo status personale, in via di revisione, che impedisca il cambio di religione per i cristiani minorenni senza il consenso dei propri genitori: a chiederla pubblicamente alle autorità è stato Mikel Mounir, copto, fondatore e leader della formazione politica di impronta liberale Haya. Nell’app ello — rilanciato da fonti egiziane consultate dall’agenzia Fides — Mounir ha riferito che trattative su questo punto delicato erano state avviate da organizzazioni impegnate nel campo dei diritti civili già con il regime di Hosni Mubarak (presidente dal 1981 al 2011).La clausola servirebbe a porre fine al fenomeno diffuso delle sparizioni di ragazze copte — a volte dei veri e propri sequestri — le quali, una volta terminata la segregazione (volontaria o meno), comunicano alle proprie famiglie l’avvenuta conversione all’islam. Secondo il politico, l’islamizzazione dei minori sotto l’effetto di pressioni emotive o fisiche è destinata a continuare, se a essa non si pone un freno con adeguati strumenti legislativi. Intanto oggi, 23 luglio, si è celebrata la Giornata di preghiera per l’Egitto, indetta in concomitanza con il sessantatreesimo anniversario della rivoluzione del 1952, che sotto la guida dei militari Muhammad Naguib e Gamal Abdel Nasser portò all’abrogazione della monarchia. Il Consiglio delle Chiese cristiane in Egitto, attraverso un comunicato diffuso dal sacerdote ortodosso copto Bishoy Elmy, responsabile della segreteria generale del Consiglio, ha invitato tutti gli egiziani a unirsi alla preghiera per l’unità della nazione egiziana e ringraziare l’opera delle forze armate per la difesa e la sicurezza del Paese. Oggi pomeriggio i rappresentanti delle diverse Chiese e comunità cristiane si sono uniti in raccoglimento nella chiesa greco-ortodossa degli Arcangeli, al Cairo.
© Osservatore Romano - 24 luglio 2015