Gli anglicani in Vicino Oriente

terrasanta-12GERUSALEMME, 5. Assistenza sanitaria, istruzione, la costruzione di una chiesa sul fiume Giordano: sono queste le principali linee di sviluppo della diocesi anglicana di Gerusalemme. Ad annunciarlo è stato il vescovo della diocesi, Suheil Dawani, che ha anche comunicato lo stanziamento di circa 50 milioni di dollari.
La diocesi conta settemila fedeli sparsi in ventiquattro parrocchie e gestisce due ospedali, due cliniche, tredici scuole (inclusa una per bambini sordi e ciechi), due centri di riabilitazione e formazione professionale, un orfanotrofio. La priorità per la diocesi resta quella di garantire la cure mediche alle persone più vulnerabili. Il piano di sviluppo prevede, per esempio, il potenziamento dei servizi di assistenza presso l’Al Ahli Hospital situato a Gaza. Per quanto concerne lo sviluppo dei luoghi di culto, è stata progettata la costruzione di una chiesa su un terreno adiacente al fiume Giordano, nella località chiamata Bethany, terreno donato dal re Abdallah di Giordania. Infine, una parte dello stanziamento andrà a favore dei programmi educativi e di formazione. Tra le strutture che ne beneficeranno vi sono, per esempio, la Vocational School a Ramallah e la Saint John’s School di Haifa. Nelle settimane scorse l’a rc i v e s c o -vo di Canterbury, Justin Welby, primate della Comunione anglicana, ha sottolineato, in occasione di un incontro presso la sede dell’o rg a n i z -zazione Friends of the Holy Land, la necessità di dare impulso alle attività caritative in Terra Santa. La comunità anglicana è tra quelle sostenitrici dell’o rg a n i z z a z i o n e . Friends of the Holy Land è un’associazione ecumenica nata nel 2009, con sede nel Regno Unito, che ha il compito di sostenere le comunità cristiane in Terra Santa. Molti degli appartenenti all’associazione sono membri di gruppi parrocchiali anglicani in Inghilterra. Gli aderenti si dedicano anche alla preghiera per e con i cristiani della Terra Santa, organizzano pellegrinaggi nei luoghi santi e sono coinvolti in progetti per sostenere sul posto originario le famiglie e le comunità cristiane più fragili. Nel giugno scorso Welby ha compiuto una visita ufficiale in Egitto, Giordania, Israele e Territori palestinesi. A Gerusalemme ha avuto incontri con i rappresentanti delle varie comunità religiose.

© Osservatore Romano - 6 agosto 2013