Incontro ecumenico in Polonia per un bilancio a 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino
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- Creato: 08 Luglio 2014
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di RICCARDO BURIGANA«Si tratta di proseguire l’esp erienza per andare oltre i propri confini, per pregare insieme Dio, per condividere la propria fede, per rafforzare l’unità dei cristiani in Europa, per fare un altro passo nel pellegrinaggio verso la libertà»: con questo spirito si è svolto dal 4 al 6 luglio a Wro cław (Breslavia), in Polonia, l’incontro ecumenico «Liberi in Cristo».
L’evento è stato promosso dalla Chiesa luterana polacca, in collaborazione con comunità evangeliche provenienti da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, e con la partecipazione di cattolici e ortodossi di Paesi dell’Europa centro-orientale. L’incontro di Wrocław è stata la nona tappa di una riflessione ecumenica sul ruolo dei cristiani nell’Europa centro-orientale dopo la caduta del Muro di Berlino. Nel 1991 infatti un gruppo di cristiani tedeschi, polacchi e cecoslovacchi si incontrarono a Görlitz, in Germania, per condividere le proprie speranze sul ruolo attivo dei cristiani nella costruzione di una società nuova dopo il crollo del comunismo. A questo primo raduno ne sono seguiti altri, ogni due o tre anni, creando così un dialogo ecumenico tra le comunità evangeliche, aperto al contributo delle Chiese cattoliche e ortodosse delle nazioni dell’E u ro -pa centro-orientale, fondato sull’idea che i valori cristiani sono fondamentali per assicurare la libertà in un momento di ri-definizione della società. In questi incontri che si sono tenuti in otto città, dalla polacca Wisła (1996) a Praga (2005), da Bratislava (2008) a Dresda (2011), forte è stata la condivisione delle esperienze delle singole comunità in prospettiva ecumenica con l’obiettivo di favorire una riconciliazione delle memorie che appariva quanto mai necessaria soprattutto alla luce delle vicende storiche delle singole comunità nel corso del ventesimo secolo. Non sono mancati i momenti di confronto teologico-pastorale sulla vita quotidiana delle comunità cristiane, con il rinnovato impegno a rafforzare i percorsi di riconciliazione con i quali non solo superare l’eredità dei cinquant’anni di comunismo, ma soprattutto combattere le forme di violenza che impediscono di vivere l’accoglienza, il dialogo e la pace. Da questo punto di vista è stata particolarmente suggestiva la serata dedicata a Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco protagonista della resistenza al nazismo, nato proprio a Wrocław: ci si è chiesti come le sue parole e la sua testimonianza possano aiutare i cristiani a combattere la violenza in nome di Cristo nell’Europa del ventunesimo secolo. L’incontro del resto è servito come occasione per un bilancio, a venticinque anni dal crollo del Muro di Berlino, sul ruolo dei cristiani nella costruzione di una società nella quale permangono tensioni e difficoltà. Accanto alle numerose testimonianze ci si è interrogati su come i cristiani siano riusciti a favorire il superamento di contrapposizioni e divisioni che impediscono la piena realizzazione della libertà nella riconciliazione. Proprio la dimensione della riconciliazione è stata centrale in numerosi interventi, come quello del pastore Martin Junge, segretario generale della Federazione mondiale luterana, che insieme a monsignor Andrzej Siemieniewski, vescovo ausiliare e vicario generale di Wrocław, ha posto l’accento su come i cristiani devono contribuire alla riconciliazione delle memorie non solo relativamente al Novecento. La prossima celebrazione, nel 2017, del cinquecentesimo anniversario della Riforma costituisce un appuntamento importante per il cammino ecumenico proprio nella direzione del superamento delle divisioni a partire da una rilettura delle ragioni che hanno determinato e hanno rafforzato le divisioni tra cristiani.
© Osservatore Romano - 9 luglio 2014