Gli ortodossi russi sulla decisione della Church of England
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- Creato: 18 Luglio 2014
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MOSCA, 18. «La decisione che consente l’elevazione delle donne alla dignità episcopale ostacola notevolmente il dialogo tra ortodossi e anglicani, sviluppato per molti decenni, e contribuisce ad acuire ulteriormente le divisioni nel mondo cristiano nel suo insieme». Si conclude così la dichiarazione diffusa dal dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca per commentare il sì alle donne vescovo da parte del sinodo della Church of England. La Chiesa ortodossa russa si dice «allarmata e delusa» per questa scelta, dal momento che «i secolari rapporti tra le nostre due Chiese hanno mostrato la possibilità per gli ortodossi di riconoscere l’esistenza della successione apostolica nell’anglicanesimo. Già nel diciannovesimo secolo, gli anglicani, membri della Eastern Church Association, avevano chiesto «reciproco riconoscimento» degli ordini tra le Chiese ortodosse e anglicane, consapevoli che «entrambe le Chiese hanno conservato la continuità apostolica e la vera fede nel Salvatore e devono accettarsi l’un l’altra nella piena comunione di preghiere e sacramenti». Nel 1992 la decisione della Church of England di ordinare le donne sacerdote — si legge nella nota — «ha danneggiato le relazioni tra le nostre Chiese, e ora l’intro duzione dell’episcopato femminile ha eliminato anche la teorica possibilità per gli ortodossi di riconoscere l’esistenza della successione apostolica nella gerarchia anglicana. Tale pratica contraddice la secolare tradizione ecclesiale che risale alla prima comunità cristiana. Nella tradizione cristiana, i vescovi sono stati sempre considerati come i successori spirituali diretti degli apostoli, dai quali hanno ricevuto la grazia speciale per guidare il popolo di Dio e la responsabilità speciale per proteggere la purezza della fede, per essere simboli e garanti dell’unità della Chiesa».© Osservatore Romano - 19 luglio 2014