D’estate l’ecumenismo si aggiorna
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- Creato: 21 Luglio 2014
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di RICCARDO BURIGANALa formazione ecumenica costituisce sempre più una sfida che appare quanto mai necessaria in un tempo nel quale la globalizzazione determina nuove presenze cristiane in tanti contesti e apre nuove prospettive al dialogo. Di fronte a questa nuova condizione dell’ecumenismo, soprattutto nei mesi estivi, si sono tenuti in diverse parti d’Europa seminari e corsi, dedicati non tanto alla storia dell’ecumenismo, quanto alle questioni più attuali di un dialogo che vede crescere il numero dei soggetti coinvolti e delle questioni aperte.
In questa prospettiva si colloca il seminario che si è tenuto a Strasburgo, dal 2 al 9 luglio, promosso dall’Istituto di Studi Ecumenici della World Lutheran Federation. Il seminario ha affrontato il tema dei movimenti non-denominazionali e transconfessionali che, da oltre un secolo, sono venuti crescendo di numero, diffondendosi in tutto il mondo, con forme molto diverse tra di loro e spesso in contrasto. Come è stato messo bene in evidenza nel seminario, si tratta di un movimento che non si è sviluppato solo all’esterno delle Chiese storiche, come sorta di reazione, ma anche all’interno delle stesse, determinando così una situazione completamente nuova nel dialogo ecumenico, con consonanze trasversali, su temi specifici, come una comune comprensione delle Sacre Scritture, la condivisione di posizioni etiche o la definizione di forme e stili di pietà personali. Si tratta di una componente del cristianesimo in continua crescita, che gioca un ruolo sempre più attivo e propositivo nel movimento ecumenico, a vario livello. Il seminario di Strasburgo ha avuto il merito non solo di offrire molti elementi per la comprensione di queste comunità, sulla loro storia e sulla loro teologia, ma di presentare lo stato del dialogo ecumenico con esse e di riflettere su quali campi possono essere esplorati per rafforzare il dialogo tra cristiani, alla luce anche delle numerose esperienze che si stanno realizzando in tante parti del mondo. Secondo una consolidata tradizione il seminario di Strasburgo è stata anche un’o ccasione di conoscenza tra cristiani di Paesi diversi. Il ruolo della confessione veterocattolica nel presente del dialogo ecumenico alla luce della propria storia è stato invece l’oggetto di un seminario, promosso dal Oud-Katholiek Seminarie, che si è tenuto a Utrecht dal 13 al 18 luglio. Sono state presentate le vicende storiche dei vetero-cattolici fin dall’Unione di Utrecht (1579), le linee essenziali della teologia, con una particolare attenzione alla riflessione dopo il concilio Vaticano I, gli elementi della spiritualità cristiana, sui quali le comunità vetero-cattoliche hanno insistito maggiormente fin dalla loro nascita, e infine la centralità della dimensione ecumenica, così come si è venuta sviluppando negli ultimi decenni. Al rapporto tra liturgia ed ecumenismo è stato poi dedicato un corso, che si è tenuto a Londra, alla Ealing Abbey, dal 7 al 18 luglio, promosso dall’università cattolica di Leuven. Il corso ha preso in esame i principali documenti sulla liturgia delle singole tradizioni cristiane per mettere in evidenza elementi comuni e peculiarità, così come si sono sviluppati nel corso dei secoli; dopo questa lettura si è riflettuto su come la liturgia possa favorire un processo di riconciliazione tra cristiani, soprattutto nella collaborazione di comunità che condividono la gioia dell’annuncio. In questi corsi, così come in molti altri a livello più regionale, nel mese di luglio, dal corso sulla figura di Thomas Merton, al Mount Aloysius College, a Cresson (Pennsylvania) (13-15 luglio) a quello sulle comunità evangeliche e il dialogo ecumenico a La Verna, promosso dalla Conferenza episcopale della Toscana (16-19 luglio), per fare solo due esempi di un elenco molto più lungo, si è fatta l’esperienza di come la conoscenza dell’altro aiuti a comprendere sempre meglio la propria identità, senza la quale nessun cammino unitario risulta possibile.
© Osservatore Romano - 22 luglio 2014