Tempo di collaborazione

Incontro fra il segretario generale del Wcc e il Patriarca di MoscaMOSCA , 14. L’analisi della difficile situazione internazionale, in particolare nel Vicino oriente e nell’Europa dell’est, insieme alla sottolineatura dell’importante ruolo che i cristiani e le organizzazioni ecumeniche possono giocare per contribuire a realizzare una nuova stagione di pace e giustizia: questi i principali argomenti al centro dei colloqui che il segretario generale del World Council of Churches (Wcc), Olav Fykse Tveit, ha avuto nei giorni scorsi a Mosca con il Patriarca Cirillo e con il metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato.
Secondo il comunicato diffuso dal Wcc, durante l’incontro è stata espressa una valutazione comune della situazione e delle sofferenze delle persone coinvolte nei conflitti. E, soprattutto, con riferimento alla crisi ucraina, sono state discusse le conseguenze negative sulle relazioni tra Est e Ovest dell’E u ro p a e su come i rapporti tra le Chiese potrebbero essere rafforzati. «È incoraggiante — ha commentato il leader ecumenico al termine dell’incontro — che si rafforzi il ruolo del Wcc nel lavoro per la giustizia e la pace. Credo che questo sia il tempo di incontrarsi e di parlare di più, non di meno, insieme come Chiese. Le Chiese dovrebbero rafforzare le loro relazioni in tempo di conflitto». Da parte sua, secondo quanto diffuso dal sito del Patriarcato di Mosca, Cirillo ha espresso soddisfazione per il lavoro compiuto dal Consiglio ecumenico delle Chiese soprattutto nel campo della diffusione di relazioni improntate alla costruzione della pace e della giustizia, perché — ha detto — «la pace senza la giustizia è molto fragile». E, in tal senso, riferendosi direttamente alla situazione ucraina, ha rilevato l’importanza di «escludere discriminazioni linguistiche, nazionali e religiose». Di qui, il comune riconoscimento di coordinare gli sforzi delle Chiese e delle organizzazioni cristiane per la pacificazione di situazioni di crisi e di conflitto, in Ucraina così come in altre regioni del pianeta. Particolare attenzione, come accennato, è stata dedicata anche alle sofferenze dei cristiani nel Vicino oriente, accentuate negli ultimi mesi dalla sanguinosa avanzata delle milizie fondamentaliste del cosiddetto Stato islamico. In questo senso, è stata sottolineata l’estrema importanza di preservare la presenza cristiana nella regione ed è stato auspicato il rafforzamento del dialogo interreligioso.

© Osservatore Romano - 15 ottobre 2014