Holodomor: oggi il mondo ricorda il genocidio degli Ucraini
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- Creato: 27 Novembre 2011
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Matteo CazzulaniIl 26 novembre è la giornata mondiale del ricordo della Grande Fame, perpetrata dal regime staliniano per eliminare il popolo ucraino da terre storicamente ambite dai russi. L'importanza di una pagina nera della storia europea, politicamente scorretta secondo la vulgata sovietica e di chi ha voluto credere loro. Nella giornata di oggi, 26 novembre, il Mondo intero ricorda lo Holodomor: genocidio del popolo ucraino per mano del regime staliniano che, nell'ambito della collettivizzazione forzata delle terre, tra il 1932 ed il 1933 ha ucciso per fame circa 7 milioni di piccoli proprietari terrieri e contadini, rei di non appartenere né alla classe operaia, né ad una popolazione mansueta dinnanzi al giogo russo.
A dimostrazione che questo atto di barbarie è stato concepito contro una nazionalità, stanno le regioni in cui lo Holodomor è stato efficacemente organizzato: le Oblast' di Donec'k, Dnipropetrovs'k, Kharkiv, Poltava, Kherson, Kyrovohrad, Mykolajiv, Cherkasy, Zaporizhzhja, e persino il Kuban – oggi geograficamente nella Federazione Russa –: terre popolate da ucraini che i sovietici, riprendendo la politica zarista, hanno voluto russificare per legittimare il proprio dominio, dapprima con deportazioni forzate, poi con la morte per fame.
Sulle modalità di esecuzione, le testimonianze che ancor oggi si possono raccogliere in molti villaggi dell'Ucraina sono tanto chiare quanto agghiaccianti. I villaggi venivano sistematicamente isolati dai soldati dell'Armata Rossa, le vie di comunicazione presidiate, il bestiame ed ogni altra risorsa vitale confiscati. Nessuna necessità di sparare, salvo quando qualche ucraino veniva scoperto con delle sementi, magari accuratamente nascoste persino nel risvolto dei calzoni.
Dettagli atroci che, ancor oggi, devono essere del tutto portati in chiaro. E duole constatare come non solo i libri di storia dell'Europa Occidentale – con l'eccezione di quelli britannici – continuino sistematicamente ad ignorare questo genocidio di un popolo del Vecchio Continente: di recente, persino le stesse Autorità ucraine – molto probabilmente in sudditanza psicologica di Mosca – hanno declassato la Grande Fame ad una "grande tragedia che ha accomunato russi, bielorussi ed ucraini".
Queste sono state le parole del Presidente, Viktor Janukovych nel maggio del 2010 presso un Consiglio d'Europa esterrefatto tanto quanto gli stessi ucraini che, immediatamente, hanno preso le distanze dalle parole del loro Capo di Stato: parole, tuttavia, apprezzate da una sinistra al caviale che, molto influente nella cultura europea, ben si impegna nell'impedire e nel negare l'insegnamento nelle scuole dell'ennesimo genocidio compiuto da Stalin e, più in generale, dall'Unione Sovietica.
Dunque, lo Holodomor è una pagina politicamente scorretta, da non leggere perché scomoda e pericolosa, oppure da raccontare in modo parziale e distorto. Una tentazione che, in qualche modo, ha colpito anche chi scrive, facendogli dimenticare di precisare che quella del 1932-33 non è che la seconda ondata della Grande Fame. Prima di essa vi fu quella provocata nel 1920-1921, all'indomani della Rivoluzione Bolscevica, mentre la terza avvenne tra il 1946 ed il 1947, dopo un Secondo Conflitto Mondiale in cui, attaccato da comunisti e nazisti, quello ucraino è stato tra i popoli più duramente colpiti.
A riconoscere la Grande Fame come genocidio del popolo ucraino è stata la Verkhovna Rada all'indomani dell'Indipendenza nel 1991, ma solo un decreto firmato dall'ex-Presidente, Viktor Jushchenko, ha istituzionalizzato la ricorrenza.
© http://www.legnostorto.com/index.php - 26 novembre 2011