Islam religione di pace
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- Creato: 05 Aprile 2012
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PARIGI, 5. Quella musulmana è una «religione di pace». Per questo, le stesse guide religiose «devono ripensare l’educazione islamica offerta ai loro figli, tanto nel contenuto quanto nella forma» e «preoccuparsi di comprendere le fratture che spingono i giovani ad adottare delle interpretazioni estremiste della religione ». A parlare è Azzedine Gaci, rettore della moschea Othman di Villeurbanne, in Francia, e presidente del consiglio del Culto musulmano della regione Rhône-Alpes. Il riferimento è alla strage di Tolosa, avvenuta il 19 marzo scorso nella scuola ebraica “Oraz Hatorah”, nella quale sono morte sette persone, tra cui tre bambini. Un evento sanguinoso che ha scosso profondamente il Paese transalpino. Tanto che il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy non ha esitato a definirlo come l’“11 settembre” francese. Tra le vittime del giovane estremista islamico francese Mohammed Merah — morto a sua volta nel successivo blitz compiuto dalle forze dell’ordine — anche un militare di fede musulmana, Mohamd Farah Chems Eddine Legouane. Proprio ricordando quest’ultimo, davanti alla comunità musulmana riunita nella grande moschea di Lione, Gaci ha affermato — in un discorso riportato integralmente dal sito del comitato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi locale — che «da quando l’identità dell’autore di questi crimini barbari è stata divulgata, non c’è in Francia un musulmano che non sia interpellato sulla questione della violenza». Alcuni, ha aggiunto, «cercherebbero persino di stabilire un legame, che si rifarebbe implicitamente a una regola secondo cui la violenza sarebbe un dato intrinseco dell’islam». Invece, citando in proposito numerosi versi del Corano e precetti della Sunna, Gaci ha ribadito come in realtà quella musulmana sia una «religione di pace», secondo la quale «l’uomo è sulla terra non per distruggere la vita ma per donarla». Un concetto, ha spiegato, che è alla base di «tutte le religioni». Ed è «proprio su questi valori che dobbiamo fondare la politica di civilizzazione di cui il mondo ha bisogno. Una politica di civilizzazione che faccia del rispetto della vita, della diversità, della dignità umana, del rispetto delle credenze e delle religioni un principio universale». Secondo Azzedine Gaci, «per i musulmani la diversità religiosa è una volontà divina» ed è proprio questa «la nostra sfida oggi». Una sfida con cui la comunità musulmana è chiamata urgentemente a confrontarsi. «I responsabili musulmani hanno molto da fare oggi: rileggere i loro testi fondanti, studiare le leggi del proprio Paese e produrre un pensiero in linea con la propria epoca e il proprio contesto. Essi devono allo stesso modo ripensare l’educazione islamica offerta ai propri figli, tanto nel contenuto quanto nella forma, al fine di reinserirla nel contesto del loro ambiente francese». E ancora, devono «in questo contesto, preoccuparsi di comprendere le fratture che spingono i giovani ad adottare delle interpretazioni estremiste della religione, e a coinvolgersi alcune volte in atti di violenza».© Osservatore Romano - 5 aprile 2012