Nuovi modi di proporre la questione di Dio
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- Creato: 15 Maggio 2012
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Per la Repubblica Ceca è tempo di rinnovamento e proprio il difficile contesto sociale e religioso è un’o ccasione unica per rilanciare la nuova evangelizzazione in un Paese dove la maggioranza si dichiara atea e agnostica. Ecco il profilo della missione che, come inviato speciale del Papa, il cardinale Cristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha rilanciato da Praga sabato 12 maggio, in occasione delle celebrazioni per i 450 anni del rinnovamento formale dell’a rc i v e s c o vado. Proprio «il ricordo del passato — ha detto — ci rende consapevoli della complessità della storia, dei conflitti drammatici e delle vie intrecciate della Chiesa e degli uomini ». Con la certezza che «Dio scrive dritto anche sulle righe storte». Ma la parola chiave è «rinnovamento ». Infatti, ripercorrendo la storia, «il rinnovamento della Chiesa a Praga, in Boemia e in Moravia, ha agito nella vita e nel cuore delle persone». Un rinnovamento che, ha detto, «noi tutti speravamo si ripetesse quando il 12 novembre 1989, alla presenza di diecimila pellegrini giunti dalla Cecoslovacchia, Agnese di Boemia venne canonizzata a Roma. Ero presente — ha ricordato — e sono stato testimone di quello straordinario clima di risveglio, colmo di speranza e di attesa. Pochi giorni dopo avvenne il miracolo della rivoluzione di velluto». Tuttavia, ha riconosciuto, «non c’è stata finora una ripresa come quella avvenuta 450 anni fa. Dal 1990 la Repubblica Ceca è libera e la persecuzione della Chiesa è terminata. Il Paese fa parte dell’Unione Europea, e una delle impressioni più forti della nuova situazione è che viviamo senza confini. Vienna–Praga: senza i terribili controlli frontalieri dell’epoca comunista». Senza dubbio «c’è stata una ripresa, sono accadute cose nuove, cose grandi nel mondo secolare della politica, dell’economia. Ma dal punto di vista religioso la Chiesa, all’inizio apprezzata come combattente per la libertà, per molti versi vive oggi un’esistenza marginale, di nicchia. Solo in pochi professano in modo chiaro di essere cristiani. La nuova libertà non ha fatto altro che rafforzare l’antica secolarizzazione comunista». E ci si domanda dove sia oggi la ripresa religiosa. Se lo chiede «una Chiesa che, dopo gli anni del comunismo, può di nuovo vivere nella libertà». Ma «proprio in questa situazione — ha spiegato il cardinale — l’esp erienza della Chiesa nella Repubblica Ceca può essere d’aiuto alla Chiesa nell’Europa fortemente secolarizzata. Papa Benedetto ha parlato dell’opportunità positiva per la Chiesa in un Paese così secolare. Le sue parole sono come un segnavia per la Chiesa in Europa». Ricordando la sua visita pastorale a Praga «ha detto quanto fosse stato piacevolmente sorpreso dalla cordialità e dall’interesse con cui era stato accolto nonostante lo avessero avvertito che i cristiani in questo Paese sono una minoranza, mentre la maggioranza è costituita da agnostici e atei». E il cardinale ha ripetuto l’invito del Pontefice a stare accanto alle «persone che si ritengono agnostiche o atee. Quando parliamo di una nuova evangelizzazione, queste persone forse si spaventano. Non vogliono vedere se stesse come oggetto di missione, né rinunciare alla loro libertà di pensiero e di volontà. Ma la questione circa Dio rimane tuttavia presente pure per loro». Primo passo dell’evangelizzazione è «tenere desta la ricerca» e fare in modo «che l’uomo non accantoni la questione su Dio come questione essenziale della sua esistenza». Il cardinale ha quindi ripreso l’immagine del cortile dei gentili «quale luogo in cui le persone che stanno cercando possono avvicinarsi al mistero di Dio». Le indicazioni del Papa, ha aggiunto, sono «adatte alla situazione attuale non soltanto nella Repubblica Ceca, ma in tutta Europa. Sono esigenti, ma anche ricche di speranza. Ci esortano a spalancare il nostro cuore, la nostra mente, il nostro amore e la nostra attenzione ai numerosi contemporanei ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come sconosciuto, secondo quanto ha detto il Papa stesso».(©L'Osservatore Romano 16 maggio 2012)