Preghiera ecumenica a Lisbona per Europa e poveri
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- Creato: 07 Giugno 2012
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(Lisbona, dalla nostra inviata) - Una preghiera ecumenica per “quelli che hanno responsabilità nel mondo politico affinché i governi in Europa siano promotori di pace e di giustizia” e per “tutti quelli che soffrono e in modo particolare per i più poveri, gli ammalati, i disoccupati perché Dio mandi l’Angelo della pace che li custodisca, dia loro sollievo e li difenda da ogni male”. Hanno pregato con queste intenzioni i vescovi cattolici e metropoliti di diversi Patriarcati e Chiese europee ieri sera nella chiesa del Colégio Bom Sucesso a Lisbona. Una preghiera ecumenica che si è celebrata nel cuore del Terzo Forum europeo cattolico-ortodosso che ha visto riuniti leader della Chiese cattoliche e ortodosse europee per una tre giorni di confronto e dibattito sulla “Crisi economica e la povertà: sfide per l’Europa di Oggi”. L’incontro si concluderà domani e questo pomeriggio le due delegazioni lavoreranno alla stesura di un documento finale. “Nel mondo intorno a noi - ha detto ieri sera il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee - vediamo tanti segni di tristezza e di crisi, travisamenti che possono venire da una certa cultura e dalla società. L’egoismo collettivo e l’alienazione delle finanze e dell’economia dalla realtà minacciano la vita della nostra società” e rischiano “di compromettere la possibilità della vita per le future generazioni”. Ed ha proseguito: “Abbiamo appena celebrato la Pentecoste, lo Spirito Santo è presente tra di noi. Il nostro incontro è esso stesso segno della chiamata di Dio. La Sua presenza è la causa della nostra gioia, la forza per andare oltre i nostri limiti, il coraggio di cercare l’unità dei cristiani e portare speranza al mondo”. A commento poi della lettura di San Giovanni Crisostomo sulla carità, ha preso la parola il metropolita di Spagna e Portogallo Policarpo (Patriarcato Ecumenico). “Viviamo - ha detto - una grande crisi economica che è figlia della crisi spirituale e morale che attraversa oggi l’umanità. Milioni di nostre sorelle e fratelli lottano quotidianamente per la sopravvivenza”. Policarpo ha quindi sottolineato quanto sia importante oggi essere generosi nella carità, dare “con spirito evangelico anche una parola di sostegno, di consolazione, di comprensione”. “Siamo malati spiritualmente e moralmente prima ancora che economicamente - ha detto -. E la Chiesa possiede l’unica medicina che può agire contro ogni crisi, e guarire l’uomo da ogni infermità e malattia”. Questa mattina i partecipanti prenderanno parte alla messa solenne che si celebrerà in occasione della festività del Corpo di Cristo nella cattedrale di Lisbona. È l’ultimo anno che il Portogallo celebrerà questa festività a livello nazionale: le feste del Corpo di Cristo e dei morti a novembre sono state infatti cancellate per i prossimi cinque anni come festività a causa della recessione.© www.agensir.it - 7 giugno 2012