Nel segno del dialogo

oikumene-2PERUGIA, 9. È stata, quella del dialogo, una costante che ha caratterizzato i quattro giorni del pellegrinaggio dei vescovi umbri in Romania. Un dialogo franco, sereno, mai di maniera, con tutti i ragguardevoli interlocutori. Il viaggio dei vescovi umbri in Romania (3-6 luglio) si è concluso con la visita alla comunità greco-cattolica di Bucarest. Ad accogliere i presuli umbri è stato Mihai Cătălin Frăţilă, vescovo ausiliare di Făgăraş şi Alba Iulia, il quale ha illustrato la storia della sua comunità in Romania. In particolar modo si è soffermato sul difficile periodo che la sua Chiesa ha attraversato durante il regime comunista con la persecuzione e la tortura di diversi sacerdoti e vescovi, tra i quali monsignor Vasile Aftenie, martirizzato nel 1950 e per il quale è in corso il processo di beatificazione. A delineare un breve bilancio del viaggio ecumenico è stato monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e vice presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il quale ha rilevato il dialogo fraterno, costruttivo, trasparente con tutti i presuli incontrati: il patriarca della Chiesa ortodossa, Daniel, il presidente della Repubblica, Traian Băsescu, l’a rc i - vescovo cattolico di Bucarest, monsignor Ioan Robu, l’arcivescovo ortodosso Teodosie. «Sono chiaramente emerse difficoltà di rapporti fra la confessione ortodossa di maggioranza e quella cattolica di minoranza, apparentemente insuperabili da un punto di vista umano», ha sottolineato Bassetti, riferendosi ad alcuni “no di” evidenziati nei vari incontri, ma — ha ricordato — sia l’arcivescovo Vincenzo Paglia (nominato, il 26 giugno scorso, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia) che ha rappresentato la Conferenza episcopale umbra nei primi due giorni, sia monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, che l’ha rappresentata nei giorni successivi, «hanno sottolineato il contributo positivo che il cammino verso l’unità può ricevere » dal messaggio di san Benedetto e san Francesco. «La nostra umile presenza — ha aggiunto l’arcivescovo Bassetti — pur nella semplicità degli incontri, credo abbia in qualche modo contribuito a favorire la promozione del dialogo e della pace». Il presule ha ricordato che nei colloqui è stata «più volte» evidenziata l’imp ortanza dell’incontro di Benedetto XVI il 27 ottobre 2011 ad Assisi con i rappresentanti delle religioni di tutto il mondo. «Il dialogo nasce sempre dalla convinzione di chi è cosciente che non ha soltanto qualcosa da dire o dare, ma anche molto da ascoltare e da ricevere. Abbiamo così sperimentato la gioia di farci dialogo, parola, linguaggio di amicizia con tutti coloro che abbiamo incontrato ». Dunque il vero dialogo s’intesse là dove non c’è solo la parola ma anche l’ascolto, e dove nell’ascolto avviene l’i n c o n t ro , nell’incontro la relazione e nella relazione la comprensione intesa come approfondimento e trasformazione del nostro essere cristiani. «Abbiamo condiviso con i nostri fratelli ortodossi la convinzione che il mondo odierno ha sempre più bisogno di valori etico-religiosi e quindi — ha concluso — solo la testimonianza di tutti i cristiani può aiutare l’umanità a superare le profonde divisioni che la lacerano e a fondare e conservare la pace, costruendo nella giustizia e nella verità una civiltà degna dell’uomo». Il nunzio apostolico in Romania e in Moldova, arcivescovo Francisco- Javier Lozano, ha ricevuto i vescovi umbri concelebrando la santa messa presieduta dall’a rc i v e s c o v o emerito di Perugia - Città della Pieve, monsignor Giuseppe Chiaretti, il quale ha fatto notare come tra i nunzi apostolici in Romania figura anche monsignor Valerio Valeri, originario di Città della Pieve, il quale ha ricoperto questa carica dal 1933 al 1936. A margine della celebrazione, l’arcivescovo Chiaretti ha ricordato la sua partecipazione, in quanto presidente del segretariato Cei per l’ecumenismo, alla terza assemblea ecumenica europea di Sibiu nel 2007 sul tema «La luce di Cristo illumina tutti. Una speranza per il rinnovamento e l’unità in Europa».

© Osservatore Romano - 9 - 10 - luglio 2012