Insieme per il bene
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- Creato: 19 Agosto 2012
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“Nel nostro territorio i cristiani e i musulmani vivono in pace e desiderano conoscersi sempre meglio, rispettarsi e collaborare insieme per affrontare le difficoltà che assillano oggi tante persone, famiglie e l’intera società torinese: il grave problema del lavoro, quello della educazione dei giovani e il loro futuro, quello della integrazione e della collaborazione tra tutte le comunità etniche, i fedeli di diverse religioni e ogni uomo e donna di buona volontà”. Così mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nel suo messaggio di augurio rivolto ai fedeli musulmani e ad alcuni iman delle principali comunità torinesi, in occasione di “‘id al-Fitr”, la festa che domani segnerà la fine del mese di digiuno del Ramadan. Alla vigilia della fine del Ramadan anche l’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, aveva rivolto un messaggio alla comunità islamica (clicca qui).
Testimoni di Dio nel mondo. “I frutti del mese di digiuno vi rendano testimoni di Dio - scrive l'arcivescovo -. Noi credenti sappiamo che in questo nostro tempo, percorso da profonde inquietudini e tensioni presenti nel mondo, Dio ci ha scelto per essere testimoni della Sua adorazione e del bene verso tutti”. “Al termine del mese di Ramadan”, augura mons. Nosiglia ai fedeli musulmani, siate “rafforzati nell’obbedienza a Dio e nella pazienza, sappiate perseverare nell’adorazione di Dio, ogni giorno della vita che Dio vorrà concedervi, con la preghiera e le buone azioni, nella vostra famiglia e nella società”.
Il dialogo e la libertà religiosa. L’arcivescovo richiama l’importanza di sviluppare, tra musulmani e cristiani, sentimenti e azioni di pace basati sulla collaborazione, per affrontare le difficoltà che assillano le persone e le famiglie, ma ricorda anche l'importanza del dialogo: “Chi crede in Dio – afferma mons. Nosiglia – non può che nutrire sentimenti e comportamenti di rispetto, di accoglienza e di solidarietà verso ogni persona creata da Lui, riconoscendola nei suoi diritti e doveri inalienabili e universali, tra cui in particolare quello della libertà religiosa, e promuovendo il dialogo e l’incontro per costruire una società più giusta, solidale e pacifica”.
Costruttori di un mondo nuovo. Mons. Nosiglia sottolinea come “per realizzare tutto ciò” ci sia “bisogno dell’aiuto di Dio e per questo dobbiamo invocarlo con il digiuno e la preghiera, perché ci indichi le vie della fraternità e dell’amore reciproco, dell’obbedienza e dell’adorazione di Lui, clemente e misericordioso”. “Che Dio doni pace e concordia alle vostre famiglie e successo ai vostri figli, secondo la sua volontà – dice l'arcivescovo, rivolgendosi ai fedeli musulmani –. Che Dio doni il lavoro, e nella solidarietà possiate soccorrere i poveri e più bisognosi. Possa il Dio della Pace, della Giustizia e dell’Amore condurre tutti i credenti ad operare insieme come convinti costruttori di un mondo nuovo”.
© www.agensir.it - 18 agosto 2012
