Più sicure a Mosca le chiese ortodosse
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- Creato: 24 Agosto 2012
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MOSCA, 23. La Chiesa ortodossa russa sta prendendo in seria consi-derazione l’idea di affidare a gruppi di fedeli volontari la protezione dei suoi luoghi di culto, anche per pre-venire possibili aggressioni ai sacer-doti nelle strade di Mosca. Dopo i recenti casi, anche giudiziari, che hanno alimentato discussioni e pole-miche, l’organizzazione ortodossa «La Santa Russia» ha offerto al Pa-triarcato la sua disponibilità all’or-ganizzazione del servizio. «Lo sco-po dei vigilantes della fede — ha spiegato il responsabile, Ivan Otrakovsky, alla radio Russkaya Sluzhba Novostei — è evitare atti blasfemi, profanazioni e attacchi fi-sici ai religiosi, senza mai però far uso della violenza», è stato precisa-to. «Se una persona indossa una maglietta con una croce capovolta o con insulti verso Dio, allora noi in-terverremo, civilmente, tentando di dissuaderla o allontanandola dalle vicinanze del luogo di culto», ha aggiunto. La proposta è stata lanciata nei giorni scorsi da Otrakovsky su «V Kontaktie», il facebook russo. Già in attività — ha annunciato — sette gruppi itineranti, che “pattugliano” la capitale nelle ore serali e not-turne. L’idea è stata accolta positiva-mente e sostenuta sia dall’a rc i p re t e Vsevolod Chaplin, responsabile del Dipartimento per le relazioni con la società del Patriarcato di Mosca, sia dall’arciprete Dimitry Smirnov, inca-ricato della Chiesa ortodossa russa per i rapporti con le forze dell’o rd i -ne, il quale — a Interfax-Religion — ha dichiarato di voler proporre al ministero dell’Interno di aumentare le misure di sicurezza intorno alle chiese e ai luoghi di culto, dopo che, a suo dire, alcune parrocchie sono state vittime di vandalismi do-po le recenti vicende. «Penso che la gerarchia reagirà positivamente», ha detto, pensando al dossier che è intenzionato a scri-vere, «anche se ho qualche dubbio sull’efficacia delle misure allo stu-dio. Il terrorismo spirituale è diffici-le da prevedere come quello ordina-rio. Molti sono i provvedimenti già presi, come le speciali tecnologie in fase di progettazione, anche se veri e propri atti di terrorismo devono ancora avere luogo. Questi ultimi, fra l’altro, vengono solitamente compiuti da persone psicologica-mente instabili e il loro comporta-mento a volte è assai difficile da prevedere», ha concluso Smirnov. La blasfemia — si legge in un re-cente documento del Consiglio ec-clesiastico supremo della Chiesa or-todossa russa — «è un peccato gra-ve. Un cristiano ortodosso non può né prendere parte alla bestemmia, né approvarla, né sostenerla, diretta-mente o indirettamente. C’è una di-stinzione tra i peccati contro l’uomo e quelli contro Dio. Se un cristiano individualmente è parte lesa, è chia-mato a perdonare i peccati commes-si contro di lui. Ma il perdono del peccato contro Dio non è possibile senza il pentimento sincero di chi ha peccato», conclude la dichiarazione.© Osservatore Romano - 24 agosto 2012