Solidarietà ai cristiani della Siria

SIRIA -Comunione a DamascoDAMASCO, 28. «La violenza sul terreno non si ferma: migliaia di persone sono vittime di violenza fratrici-da, decine di migliaia di profughi lasciano i loro Paesi, milioni di per-sone vivono in povertà del presente e nell’incertezza del futuro. Con-danniamo con forza questa violenza crescente che interessa anche i cri-stiani, le strutture della Chiesa, del vicariato apostolico, delle diocesi cattoliche e di altre chiese cristia-ne». La Conferenza dei vescovi lati-ni delle Regioni arabe (Cerla), in una nota diffusa nella giornata di ieri, ha espresso a monsignor Giu-seppe Nazzaro, vicario latino di Aleppo, in Siria, solidarietà e pre-ghiera, estesa a tutti i cristiani del Paese. Giovedì scorso infatti la città siriana è stata teatro del saccheggio, avvenuto durante gli scontri fra mi-liziani e truppe lealiste, dell’episco-pio greco-cattolico di Aleppo, co-stringendo lo stesso arcivescovo, monsignor Jean-Clément Jeanbart, a fuggire e a trovare rifugio nella casa dei francescani. I vescovi latini si di-cono preoccupati per le notizie ri-portate quotidianamente dalle agen-zie di stampa definite «un bollettino di guerra sempre più pesante e in-quietante». Purtroppo, scrivono, «esprimiamo la nostra vicinanza a lei, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fede-li. Questa situazione è per noi moti-vo di sofferenza e preoccupazione». I vescovi esortano tutti, clero e fede-li, di unirsi in preghiera «affinché il Signore illumini la comunità inter-nazionale perché trovi la via del dia-logo tra governo siriano e opposi-zione» e invitano monsignor Nazza-ro a portare la sua testimonianza ad Amman nella prossima riunione ple-naria della Celra (17-20 settembre): «la sua testimonianza sarà preziosa, così come la sua presenza nella fiac-colata e nella preghiera durante la quale lanceremo un messaggio di ri-conciliazione e di pace». Mentre in Siria migliaia di perso-ne, anche bambini, sono al limite della sopravvivenza, specialmente nelle città dove il regime cerca di stroncare le insurrezioni, prosegue, senza sosta, l’impegno di Caritas Italiana a sostegno delle Caritas del Medio Oriente, mobilitata dall’ini-zio dell’emergenza profughi. Dalla Siria continuano a giungere notizie sempre più drammatiche: solo nelle ultime ore sono oltre 400 le vittime a Damasco e nei dintorni della città, senza contare i feriti. «Damasco è una città asfissiata», aveva denun-ciato nei giorni scorsi Rosette Hé-chaimé, coordinatrice delle Caritas del Medio Oriente. «Mentre prose-guono le violenze — faceva sapere ancora Héchaimé — si aggravano le condizioni della popolazione e le difficoltà di trovare viveri e medic-nali»

© Osservatore romano - 29 agosto 2012