Primavera di carismi
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- Creato: 19 Ottobre 2012
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Dalla quindicesima congregazione del Sinodo di mercoledì 17 ottobre mattina
Monsignor MICHEL AOUN
Vescovo di Jbeil dei Maroniti (Libano)
La nuova evangelizzazione ha bi-sogno di una testimonianza di vita che deve accompagnare l’op era evangelizzatrice. Io penso che la Chiesa abbia bisogno di una nuova effusione dello Spirito. Ha bisogno di un movimento di conversione di cui i vescovi e i sacer-doti siano i protagonisti per ritrovare una spiritualità che riconduca la no-stra vita alla santità. Occorre dun-que incoraggiare una spiritualità bi-blica nella formazione dei seminari-sti e una spiritualità che favorisca l’amore per la missione. Per quanto riguarda la nostra atti-vità pastorale come pastori, credo che questo Sinodo debba incorag-giare le nuove comunità che hanno contribuito, dopo il Vaticano II, alla nuova evangelizzazione e alla tra-smissione della fede. In effetti molte di queste comunità, frutto dello Spi-rito Santo, rispondono alle aspettati-ve dei nostri fedeli, proponendo loro itinerari pastorali che li conducono a una fede adulta. Papa Benedetto XVInon smette di incoraggiare i carismi che lo Spirito suscita nelle nuove comunità in cui i frutti sono manifesti. Qualche volta i vescovi obiettano che esse creano una divisione nell’unico corpo dioce-sano o parrocchiale. Di fronte a tale obiezione, non posso che presentare la comunione come condizione di una pastorale riuscita. In nome di questa comunione, di cui i vescovi sono garanti, desidererei che questo Sinodo incoraggiasse i pastori a di-scernere i frutti che questi carismi portano alla Chiesa e ad accoglierli come una nuova primavera per la nuova evangelizzazione.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012
Monsignor MICHEL AOUN
Vescovo di Jbeil dei Maroniti (Libano)
La nuova evangelizzazione ha bi-sogno di una testimonianza di vita che deve accompagnare l’op era evangelizzatrice. Io penso che la Chiesa abbia bisogno di una nuova effusione dello Spirito. Ha bisogno di un movimento di conversione di cui i vescovi e i sacer-doti siano i protagonisti per ritrovare una spiritualità che riconduca la no-stra vita alla santità. Occorre dun-que incoraggiare una spiritualità bi-blica nella formazione dei seminari-sti e una spiritualità che favorisca l’amore per la missione. Per quanto riguarda la nostra atti-vità pastorale come pastori, credo che questo Sinodo debba incorag-giare le nuove comunità che hanno contribuito, dopo il Vaticano II, alla nuova evangelizzazione e alla tra-smissione della fede. In effetti molte di queste comunità, frutto dello Spi-rito Santo, rispondono alle aspettati-ve dei nostri fedeli, proponendo loro itinerari pastorali che li conducono a una fede adulta. Papa Benedetto XVInon smette di incoraggiare i carismi che lo Spirito suscita nelle nuove comunità in cui i frutti sono manifesti. Qualche volta i vescovi obiettano che esse creano una divisione nell’unico corpo dioce-sano o parrocchiale. Di fronte a tale obiezione, non posso che presentare la comunione come condizione di una pastorale riuscita. In nome di questa comunione, di cui i vescovi sono garanti, desidererei che questo Sinodo incoraggiasse i pastori a di-scernere i frutti che questi carismi portano alla Chiesa e ad accoglierli come una nuova primavera per la nuova evangelizzazione.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012