Il buon esempio della convivenza tra le fedi
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- Creato: 09 Novembre 2012
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IL CAIRO, 7. La strada del nuovo Egitto è quella della collaborazione tra musulmani e cristiani. Per questo una Costituzione che faccia del Pae-se uno «stato religioso» a senso uni-co non sarebbe accolta con favore dalla Chiesa copta ortodossa. È quanto ha affermato, a due giorni dalla sua nomina, il Patriarca Tawadros II, in una serie di interviste ai media egiziani a proposito del lavo-ro dell’assemblea costituente. I movimenti integralisti islamici spingono, infatti, perché la sharia diventi la base unica della legislazione, modificando la versione in vigore fi-no alla caduta dell’ex rais Hosni Mubarak. «Dico ai nostri fratelli che l’Egitto è un Paese incomparabile», ha affermato il Patriarca, che ha su-bito teso la mano nei confronti dei fedeli musulmani. «Abbiamo i cuori aperti. Riserveremo loro tutto il no-stro rispetto e seguiremo il buon esempio della convivenza malgrado gli incidenti che tentano di mettere in pericolo questa stretta unità». Ta-wadros II ha inoltre esortato i cristia-ni a non lasciare il Paese ricordando come i fedeli «nel corso dei secoli» abbiano «sempre coesistito con i musulmani». Nel frattempo, congratulazioni e sentimenti di profonda gioia vengo-no espressi nel mondo cristiano per l’elezione del nuovo capo della Chiesa copta ortodossa. In un mes-saggio di augurio, il Patriarca ecu-menico ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo, parla di «sincera gioia fraterna» per la nomina del succes-sore di Shenouda III, del quale viene anche ricordato il «lungo e fecondo ministero». In particolare, nella feli-ce circostanza si sottolinea di condi-videre «con i fedeli devoti della Chiesa copta in tutto il mondo la profonda consolazione che accompa-gna l’elezione e l‘insediamento di un nuovo pastore spirituale, nonché il riconoscimento della immensa re-sponsabilità assunta da vostra Santi-tà». E cioè, quello di «condurre il popolo a voi affidato da Dio in un momento in cui il mondo è stato scosso da turbolenze in una regione che richiede discernimento e sensibi-lità». Un analogo messaggio è stato in-viato anche dal reverendo Olav Fykse Tveit, segretario generale del World Council of Churches (Wcc). «È con gratitudine a Dio che mi congratulo con voi, a nome della co-munione delle Chiese cristiane», ha detto il rappresentante ecumenico, sottolineando di conoscere «il vostro impegno per l’unità e l’amore tra le varie comunità in Egitto» e di pre-gare «perché il vostro ministero, in questi tempi incerti, sia forte nella ricerca di libertà, uguaglianza, giu-stizia e pace». Nel suo messaggio Tveit ha espresso anche la speranza che sotto la guida del nuovo Patriarca «la vo-ce della Chiesa ortodossa copta ri-marrà forte» in modo da poter con-tinuare a esplicare «il suo impegno per l’unità dei cristiani e il rispetto tra le religioni». Grande soddisfazione, infine, è stata espressa anche da monsignor Kyrillos William, vescovo di Assiut, vicario per i copto-cattolici di Egit-to. Quella di Tawadros è stata «la nomina migliore che si potesse ave-re, è un uomo aperto alle altre Chie-se, impegnato nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso». Il presule era presente domenica alla cerimonia dell’elezione ed è rimasto ammirato: «Sono stati momenti molto forti e intensi, ricchi di preghiera, preparati da lunghi digiuni».© Osservatore Romano - 8 novembre 2012