Amicizia tra due popoli
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- Creato: 11 Maggio 2013
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Pechino, 11.
Non solo i pur importanti rapporti economici e politici. Lo sviluppo dell’amicizia tra i popoli russo e cinese va incrementato e coltivato a tutto campo, a cominciare dal rispetto reciproco e della sincera cooperazione tra i popoli.
È quanto ha detto il Patriarca ortodosso di Mosca, Cirillo, al termine dell’incontro avuto ieri, venerdì, con il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Tale incontro ha dato il via a una storica visita in Cina, la prima di un capo della Chiesa ortodossa russa. Nei cinque giorni che trascorrerà in Cina, il Patriarca incontrerà i vertici politici cinesi, ma anche esponenti religiosi e della comunità ortodossa. Xi Jinping, che lo scorso marzo è stato a Mosca e ha incontrato il presidente Vladimir Putin, ha parlato della visita come della «chiara testimonianza dell’alto livello delle relazioni russo-cinesi». Parole simili a quelle usate da Cirillo che ha parlato del suo viaggio come di «una testimonianza della relazione speciale che Russia e Cina hanno sviluppato negli anni recenti».
Rispondendo alle domande dei media russi e cinesi — come riferisce il sito in rete del Dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa — il Patriarca ha riferito che uno degli argomenti più importanti della riunione è stato appunto lo sviluppo dell’amicizia tra i due popoli. «Il concetto di amicizia — ha detto — è costituito da molti fattori. Promuove la cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa, nella quale le parti si scambiano le loro capacità, il commercio, svolgono la cooperazione scientifica e tecnica, e quindi tutti traggono beneficio da questa interazione. L’amicizia promuove il dialogo politico, il consenso su importanti questioni globali e le relazioni bilaterali». Tuttavia, se tutto si punta su questi aspetti, «l’amicizia non funzionerà. Avrà solo modi pragmatici. E sappiamo che l’amicizia è qualcosa di più di questo tipo di rapporto. L’amicizia coinvolge il cuore umano, si fonda sul rispetto e l’affetto. Dove c’è un’amicizia sincera, vi è la sicurezza e una splendida base per lo sviluppo della cooperazione. La Chiesa è impegnata sul piano umano per dare un reale contributo al rafforzamento di una vera amicizia tra i nostri popoli».
© www.osservatoreromano.va - 12 maggio 2013