Basta con la barbarie
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- Creato: 27 Settembre 2014
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PARIGI , 27. «Noi musulmani di Francia diciamo alt alla barbarie». È questo lo slogan che ha riunito nel pomeriggio di ieri, venerdì, centinaia di musulmani davanti alla Grande moschea di Parigi, in una Francia ancora sotto choc per la decapitazione in Algeria dell’ostaggio francese Hervé Gourdel, da parte di un gruppo legato agli jihadisti dello Stato islamico.«L’islam è per la pace, per il rispetto della vita», ha dichiarato Dalil Boubakeur, rettore della Grande moschea e presidente del Consiglio francese del culto musulmano, che ha organizzato la manifestazione, durante la quale sono stati mostrati cartelli con slogan come «non a nome mio» o «siamo tutti Hervé Gourdel». «Questa manifestazione è l’espressione forte e viva della nostra volontà di unità nazionale e della nostra volontà incrollabile di vivere insieme», ha aggiunto Boubaker, che ha pronunciato il suo discorso avendo al fianco il sindaco della capitale, Anne Hidalgo, e il vescovo di Evry-Corbeil Essonnes, Michel Dubost, rappresentante dell’episcopato francese in qualità di presidente della Consiglio per le relazioni interreligiose e nuovi movimenti religiosi. Uccidere un uomo, ha detto il leader musulmano, significa «uccidere tutta l’umanità. Salvare un uomo vuol dire a sua volta salvare tutta l’umanità». Analoghe manifestazioni, con bandiere a mezz’asta e cortei, si sono svolte in numerose altre città francesi. In particolare, grande partecipazione si è registrata alle manifestazioni di Marsiglia e a Nantes. La Francia, come è noto, è una delle forze della coalizione che effettuano raid aerei in Iraq contro le postazioni dello Stato islamico. Ma è anche il Paese con la più grande comunità musulmana d’Europa, ben cinque milioni di fedeli. Dalla Francia alcuni giovani sono partiti volontari per andare a combattere con gli jihadisti in Siria, come il presunto autore dell’attentato al museo ebraico di Bruxelles, Mehdi Nemmouche. Tuttavia, nelle ultime settimane si sono fatte sempre più numerose le prese di distanza dal terrorismo. L’altroieri un gruppo di professionisti musulmani, medici e avvocati, ha sottoscritto un appello pubblicato dal quotidiano «Le Figaro», in risposta al farneticante messaggio diffuso nei giorni scorsi dai miliziani dello Stato islamico in cui si prendeva particolarmente di mira la Francia. «Noi, francesi di Francia e di confessione musulmana, vogliamo esprimere con forza la nostra totale solidarietà a tutte le vittime di quest’orda di barbari, soldati perduti di un sedicente Stato islamico», sottolineano i firmatari dell’app ello. Una ferma condanna di tutte «le violenze compiute in nome della religione» è poi arrivata anche dal Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz Kaiciid, cui partecipano rappresentanti cristiani, musulmani, buddisti, induisti ed ebrei.
© Osservatore Romano - 28 settembre 2014