Medio Oriente Caracciolo: Erdogan rafforza il potere ma si scontra con Usa e Ue
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- Creato: 18 Luglio 2016
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R. – Non si fermeranno finché Erdogan non sarà perfettamente sicuro di controllare tutti gli apparati dello Stato: quindi Polizia, magistratura, Forze Armate. Chiaramente l’obiettivo finale di Erdogan è quello di consolidare il suo potere personale, anche in vista del suo obiettivo strategico e cioè di festeggiare il centenario della Repubblica Turca, nel 2023, da padrone assoluto del Paese.
D. - Molti analisti si dividono nel dire che questo golpe ha rafforzato il potere di Erdogan, altri affermano che in realtà è un campanello d’allarme…
R. – Sono vere tutte e due le cose: nell’immediato esce rafforzato sicuramente il potere di Erdogan, ma è anche evidente che non può dormire sogni tranquilli e che, comunque, un qualche prezzo lo dovrà pagare, dato che il suo controllo del Paese non potrà mai essere totale, come invece desidera.
D. – Come ne escono il rispetto dello Stato di diritto, il principio della divisione dei poteri e il principio della laicità dello Stato nella Turchia di oggi?
R. – I tre aspetti che lei ha nominato non esistono oggi ed esisteranno ancora di meno domani!
D. – La Turchia viene da rapporti molto turbolenti con la Russia e altri partner regionali. La questione di Gulen rischia di aggiungere Washington tra i fronti di crisi?
R. – I rapporti con Washington sono sempre stati piuttosto complicati e questa vicenda li complica ulteriormente. E’ chiaro che quanto tu definisci “nemico” un Paese che ospita Gulen, colui cioè che – a sentire Erdogan – è il responsabile del tentativo di colpo di Stato, cambia un po’ tutto: non puoi essere contemporaneamente nemico e alleato!
D. – L’Unione Europea oggi si riunirà: ci sono da immaginare anche ripercussioni nei rapporti con i Paesi europei?
R. – Sarà interessante vedere soprattutto se ed eventualmente in che misura terrà l’accordo concordato con la Germania, ma firmato dagli europei, per cui Erdogan – in cambio di varie concessioni - si tiene in casa tre milioni di profughi…
D. – Sarà interessante capire, però, se anche sulla crisi siriana ci saranno cambiamenti di atteggiamento?
R. – Sì la mia impressione è che Erdogan cercherà, nei prossimi mesi, di tornare ad una posizione più prudente, dato che l’obiettivo è di scalzare Assad è ormai assolutamente irrealistico.
© http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/18