Turchia «Ci si conosce poco serve il dialogo. Anche per parlare di diritti umani»

vescivi Paolo BizzettiCorriere della Sera   -      (Gian Guido Vecchi) « Siamo a poche decine di chilometri, i razzi arrivano qui vicino». Il vescovo Paolo Bizzeti, gesuita come Francesco, è dal 2015 vicario apostolico dell' Anatolia, nel Sud della Turchia, a ridosso del confine con la Siria e dell' operazione dell' esercito turco contro i curdi. Il Papa lo ha scelto come successore di monsignor Luigi Padovese, ucciso nel 2010 dall' autista in circostanze rimaste poco chiare, tra presunti disturbi mentali dell' assassino e adesione all' islamismo radicale. Zona difficile, «la gente è preoccupata, ci son morti anche tra i soldati turchi».
Eccellenza, l' arrivo di Erdogan a Roma è accompagnato da proteste per l' udienza concessa da Francesco. La Turchia sta attaccando ad Afrin i curdi che hanno sconfitto l' Isis. Perché il Papa lo riceve? 
«Anzitutto direi che è un passo notevole, è il primo presidente turco dal '59 a chiedere udienza al Papa: un riconoscimento dell' importanza che ha la figura del Pontefice nel mondo, tanto più dopo le tensioni sugli armeni e le parole dure di Erdogan contro Francesco. Ora si appella alla sua autorità morale per la vicenda di Gerusalemme». 
Il riconoscimento è reciproco, però.

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2018/02/05      turchia-ci-si-conosce-poco-serve-il.html