Turchia, problemi per i cristiani
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- Creato: 17 Ottobre 2009
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Situazione di stallo nella vicenda relativa alla chiesa di san Paolo a Tarso, oggi museo, che, da tempo, si attende possa essere riconsegnata al culto dei cristiani. “Dal 1 settembre i pellegrini non pagano più il biglietto ma i problemi restano e sono reali” dichiara al SIR il presidente della Conferenza episcopale turca (Cet), mons. Luigi Padovese, citando la prassi adottata dalle autorità turche alla fine dell’Anno Paolino che obbliga i gruppi a prenotare con almeno tre giorni di anticipo alla direzione del museo. “Le informazioni relative ai gruppi prenotati non arrivano alle nostre suore incaricate di allestire la chiesa, mentre ci sono anche gruppi non notificati che giungono senza preavviso”. “La situazione non è migliorata anzi – rivela il vescovo - da qualche giorno, la polizia in divisa entra in chiesa durante le funzioni. Si pensa per motivi di sicurezza ma potrebbero venire anche in borghese. Vedere uomini in divisa in chiesa crea allarmismo anche nei pellegrini. Una cosa da evitare”. “Non sappiamo quando ci sarà un cambiamento definitivo della situazione – aggiunge mons. Padovese - le parole del ministro della Cultura e del Turismo erano di speranza nei confronti di Tarso anche se in tempi non determinati. Tuttavia mantenere aperto il problema potrebbe far pensare che non lo si voglia risolvere”.
“Non va meglio al Patriarcato ecumenico con la situazione della scuola teologica di Halki (si parla di una sua riapertura dopo la chiusura del 1971, ndr.) che nonostante le buone parole non si è ancora risolta – ricorda il presule - l’incontro del primo Ministro con Bartolomeo I e gli altri capi delle minoranze, a quanto posso vedere, non è che stia portando dei risultati”. “E’ arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti – afferma il presidente dei vescovi turchi - sono consapevole delle tensioni che ancora ci sono nel Paese, però questi gesti devono essere fatti se la Turchia vuole fare passi avanti nel cammino di integrazione europea. In questo senso – conclude – giudico molto positivo lo storico accordo di riaprire relazioni diplomatiche con l’Armenia. Credo sia nell’interesse dei due Paesi arrivare a dei chiarimenti e a relazioni. L’importante è non dimenticare la storia passata”.
Marco Tosatti
© San Pietro e dintorni - La Stampa - 16 ottobre 2009
“Non va meglio al Patriarcato ecumenico con la situazione della scuola teologica di Halki (si parla di una sua riapertura dopo la chiusura del 1971, ndr.) che nonostante le buone parole non si è ancora risolta – ricorda il presule - l’incontro del primo Ministro con Bartolomeo I e gli altri capi delle minoranze, a quanto posso vedere, non è che stia portando dei risultati”. “E’ arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti – afferma il presidente dei vescovi turchi - sono consapevole delle tensioni che ancora ci sono nel Paese, però questi gesti devono essere fatti se la Turchia vuole fare passi avanti nel cammino di integrazione europea. In questo senso – conclude – giudico molto positivo lo storico accordo di riaprire relazioni diplomatiche con l’Armenia. Credo sia nell’interesse dei due Paesi arrivare a dei chiarimenti e a relazioni. L’importante è non dimenticare la storia passata”.
Marco Tosatti
© San Pietro e dintorni - La Stampa - 16 ottobre 2009