Massacro in chiesa a Baghdad

Ancora sangue per i cristiani iracheni. Almeno 55 persone hanno perso la vita e 70 sono rimaste ferite nel massacro avvenuto ieri pomeriggio nella chiesa siro-cattolica Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, dopo il blitz delle forze irachene per liberare i fedeli presi in ostaggio da al-Qaeda. Ma il bilancio dei morti potrebbe salire ancora a causa delle gravi ferite riportate dalle vittime, ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa Pascal Warda, membro della comunità siro-cristiana.

"Un'assurda" e "feroce violenza" contro "persone inermi": così Papa Benedetto XVI ha definito oggi la strage avvenuta ieri in una chiesa siro- cattolica di Baghdad. Davanti ai nuovi "efferati episodi di violenza  che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente", Papa Benedetto XVI  ha esortato  le istituzioni nazionali e internazionali a unire i loro sforzi "affinché termini ogni violenza".

Secondo quanto riferiscono fonti locali, tra i morti ci sono anche due preti, uno dei quali sarebbe stato colpito da uno sparo di arma da fuoco di un terrorista. Tra le vittime anche dieci donne ed otto bambini. Quanto ai morti tra i terroristi, il capo della sicurezza di Baghada, Qassem Atta, ha parlato di otto militanti.

La chiesa presa di mira dal commando è quella di Saiydat al Nayat (Nostra Signora del perpetuo soccorso), situata nel centro di Baghdad. Il blitz è scattato poco dopo. ''L'operazione si è conclusa con successo'', ha detto il generale Qassim al-Mussawi, portavoce del comando operativo di Baghdad . I terroristi, che avevano detto di appartenere all'organizzazione Stato islamico dell'Iraq, la cellula irachena di al Qaida, avevano minacciato di uccidere gli ostaggi se non fossero stati scarcerati alcuni membri del network del terrore di Osama bin Laden detenuti in Iraq e in Egitto.

Prima di fare irruzione nella chiesa di rito cattolico orientale, i terroristi - che indossavano dei giubbetti imbottiti di esplosivo - hanno fatto esplodere un'autobomba e ucciso almeno sei persone. Tra le vittime anche una bambina, come ha rivelato Shlemon Warduni, vicario patriarcale di Babilonia dei caldei. Due delle vittime erano agenti di guardia alla vicina Borsa valori, che secondo alcune fonti sarebbe stato il vero obiettivo del commando. I terroristi hanno chiamato dall'interno della chiesa la tv locale al Baghdadia. Una fonte ha riferito che il terrorista parlava un arabo classico e non il dialetto iracheno. Durante il blitz delle forze di sicurezza alcuni elicotteri muniti di telecamere hanno volteggiato incessantemente sopra la chiesa che, assieme ad altri cinque luoghi di culto cristiani, era stata già bersaglio di un attacco coordinato dei terroristi il primo agosto del 2004 in cui vi furono morti e feriti.

Una fonte della polizia federale ha detto che i terroristi chiedevano la liberazione di alcuni esponenti di al Qaida in carcere, tra cui la vedova di Abu Omar al Baghdadi, l'ex capo dello Stato islamico dell'Iraq, ucciso lo scorso aprile. La Farnesina ha espresso ''ferma condanna'' per l'assalto terroristico prendendo anche atto ''della tempestivita' delle forze dell'ordine irachene per la liberazione degli ostaggi''. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, aveva auspicato ''una soluzione pacifica e senza ulteriore spargimento di sangue'' al momento della presa degli ostaggi nella chiesa. ''I cristiani vivono la' una situazione di grande insicurezza e verso di loro esprimiamo solidarieta''', ha detto. I cristiani in Iraq sono circa 500 mila su una popolazione di quasi 31 milioni.

© Avvenire - 1 novembre 2010