Chiesa d'Oriente assediata

Giacomo Galeazzi
Siriaci, copti, caldei maroniti: sono comunità cristiane di cui si parla nelle cronache del Medio Oriente, spesso vittime di violenze, discriminazioni, attentati, come il caso, ultimo e tragico, dei siriaci-cattolici di Baghdad. Denominazioni per lo più oscure al mondo occidentale, ma che in realtà rappresentano gli eredi di antichi imperi cristiani, nati in opposizione a Bisanzio e che si spinsero nel passato fino a conquistare l’Asia Centrale, prima di essere spazzati via dalle orde di Tamerlano. La storia e le continue scissioni hanno indebolito queste comunità un tempo potenti. La loro presenza attuale, al di là dei numeri, rappresenta però un patrimonio, religioso e politico, importante per tutta la Chiesa e ricorda sopratutto che il cristianesimo è nato in Oriente ed è una religione orientale. Eccone un breve quadro. La Chiesa Siriaca - Presente oggi sopratutto in Iraq, nacque nel quinto secolo ad Antiochia: i suoi fondatori erano monofisiti, ovvero negavano - in opposizione alla tradizione bizantino-romana - la doppia natura, di Dio e di uomo, di Gesù. Ostili a Bisanzio, i siriaci si integrarono molto bene nelle nuove strutture arabo-islamiche. Una parte di loro, nel diciottesimo secolo, decisero di riunificarsi con Roma e sono chiamati oggi i siriaci-cattolici. La Chiesa Assira - Anch’essa radicata in Iraq, nacque dalle prime comunità cristiane della Mesopotamia, nel secondo secolo dell’era cristiana. Sviluppatasi in un relativo isolamento rispetto a Bisanzio, accolse e fece proprie le teorie eretiche di Nestorio che parlava di un Gesù umano e di un Gesù divino. La sede del patriarcato assiro divenne Baghdad. La Chiesa caldea - Si forma da una scissione della Chiesa Assira nel XVI secolo, quando una parte di vescovi e fedeli decidono di ricongiungersi con Roma. Vive per lo più in Iraq. La Chiesa Copta - Nasce ad Alessandria. Il nome deriva dalla parola greca ’aigyptos’, egiziano. Anche questa Chiesa si oppone a Bisanzio e alla dottrina sulla doppia natura di Cristo. L’invasione araba del 641 segnò l’inizio del declino, ma l’islamizzazione della società, i copti costituiscono tuttora una minoranza consistente. Dal diciottesimo secolo esiste anche una piccola Chiesa copta-cattolica. La Chiesa armena - Gli armeni furono il primo popolo a convertirsi, in quanto nazione al Cristianesimo, nel IV secolo, a da allora hanno mantenuto una propria identità autonoma. Nel diciannovesimo secolo, si formò ufficialmente una Chiesa armena cattolica (riunita a Roma), con sede patriarcale a Istanbul. Maroniti - Formatasi nel IV secolo attorno alla predicazione di San Marone, la Chiesa maronita si costituì come un’enclave cristiana nelle montagne libanesi e in epoca crociata (1182) dichiarò la propria unità con Roma. A queste chiese autocefale vanno aggiunte tutte quelle di rito ortodosso rimaste fedeli a Bisanzio, dopo lo scisma del 1054 con Roma. I melchiti sono ortodossi rientrati nella Chiesa cattolica e sono presenti sopratutto in Palestina. Difficile quantificare i numeri di ciascuna comunità. Il recente Sinodo vaticano sul Medio Oriente ha indicato che i cristiani nell’area sono complessivamente 20 milioni su una popolazione di 356 milioni. I cattolici (nei loro vari riti) sono quasi sei milioni.

© http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp?ID_blog=242 - 1 novembre 2010