Il terrorismo si accanisce sui cristiani iracheni

Baghdad, 10. Almeno sei morti e più di trenta feriti, secondo fonti governative irachene, ci sono stati in una serie di attacchi contemporanei sferrati oggi a Baghdad contro abitazioni di cristiani, dopo che analoghi attacchi avevano provocato tre feriti, tra i quali un bimbo di quattro mesi.
La ferocia omicida di matrice terroristica si è dunque abbattuta di nuovo sulla comunità cristiana della capitale irachena, già duramente colpita da sistematiche violenze culminate dieci giorni fa nel massacro nella chiesa siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso costato la vita a 44 fedeli, due sacerdoti e sette agenti delle forze di sicurezza, oltre che ad alcuni terroristi. La strage era stata rivendicata dal gruppo Stato islamico in Iraq, considerato espressione dell'organizzazione terroristica Al Qaeda, che aveva minacciato di colpire ancora i cristiani.

La comunità cristiana di Baghdad, che contava quasi mezzo milione di fedeli nel 2003, prima del rovesciamento del regime di Saddam Hussein, si è ora ridotta di oltre due terzi per le massicce fughe. "Vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo. Il Paese è in preda alla distruzione e al terrorismo. I cristiani soffrono sempre più e vogliono abbandonare il Paese", ha detto all'agenzia Fides monsignor Athanase Matti Shaba Matoka, arcivescovo siro-cattolico di Baghdad, dopo i nuovi attacchi di oggi, facendo appello al Papa, alla Chiesa universale e alla comunità internazionale.
Riguardo a tale appello, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha affermato che il problema della tutela dei cristiani in Medio Oriente "è stato già discusso con le autorità irachene e preso in seria considerazione". "Stiamo riflettendo come ha già fatto il Sinodo dei vescovi su questo grosso problema della persecuzione dei cristiani, su questa sofferenza indicibile delle comunità cristiane sparse nel mondo in questo momento, soprattutto in Iraq. Ma pensiamo anche ad altri Paesi, come il Pakistan", ha detto ancora il cardinale, esprimendo anche riconoscenza ai Governi francese e italiano "che hanno messo a disposizione mezzi per trasportare e curare i feriti più gravi".

(©L'Osservatore Romano - 11 novembre 2010)