La piccola comunità cristiana di Gaza celebra il Natale nell'isolamento e nella povertà
- Dettagli
- Creato: 25 Dicembre 2010
- Hits: 1609

R. - La gente di Gaza ha accolto molto bene il patriarca. Tutti conoscono l’opera enorme che promuove il patriarcato latino sia con i cristiani sia con i musulmani. A Gaza la presenza cristiana è esigua. Noi cristiani a Gaza siamo circa 3000 su una popolazione di un milione e mezzo, di cui quasi tutti musulmani. Pur essendo una presenza così piccola, è comunque molto attiva. Ci sono parecchie scuole cattoliche e anche dispensari.
D. - Come si vive a Gaza, in particolare in questo periodo?
R. – Gaza è una sorta di grande prigione. La libertà è uno dei diritti fondamentali dell’uomo. Una cosa è che uno scelga di non muoversi di casa, un’altra è che questo ti venga imposto. Il blocco intorno alla Striscia di Gaza, poi, fa sì che non regni speranza e gioia tra gli abitanti. La gente fa quello che può aspettando che vengano tempi migliori. Purtroppo, per il momento, non si vedono orizzonti migliori. Il problema sociale è molto grave perché l’indice di disoccupazione è molto elevato e questo crea malessere. Allo stesso tempo, in quanto membri della Chiesa, i nostri sacerdoti missionari cercano di proporre anche attività culturali perché le persone trovino, almeno nell’ambito parrocchiale ed educativo, un ambito dove veramente svilupparsi meglio.
D. - Quali sono i frutti del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente?
D. - Come accade per ogni Sinodo, ogni incontro e ogni messaggio del Santo Padre, servono delle volontà che mettano in pratica quanto detto. Quindi, per il momento, è già incoraggiante la conoscenza reciproca delle Chiese del Medio Oriente. Quello a cui il Sinodo ha chiamato il mondo intero è di prestare attenzione alla realtà cristiana del Medio Oriente, ma non soltanto alla realtà cristiana. Una realtà molto fragile dal punto di vista politico e sociale che può creare effetti negativi in altre parti del mondo. Quindi è un appello del Sinodo che ciascuno deve tradurre nel proprio ambito con buona volontà e operosità.
© © www.radiovaticana.org - 24 dicembre 2010