Il "bilancio" del Papa e le mamme palestinesi
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- Creato: 07 Giugno 2012
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di Alessandra Stoppa 05/06/2012 - Le parole del Papa prima di lasciare Milano: «Il Risorto realmente è vivo e ha in mano il governo del mondo». E l'esperienza che «la Chiesa è viva». Come nella testimonianza di 13 madri di Betlemme in mezzo alla folla...«Siamo nel pieno della vera vita». Il Papa se n’è andato dicendoci quello che ha visto. Il suo "bilancio” di questi giorni a Milano non è una considerazione, è un fatto, a cui lui per primo inchina il cuore andandosene: «La Chiesa è viva». La verità delle parole che ha improvvisato prima di ripartire per Roma scuote, perché i suoi occhi in questa visita affollata di facce, gesti e parole hanno ammirato in tutto la presenza del Signore che «ha in mano» il destino della Storia e nostro: «Volevo semplicemente dire grazie per tutto quello che ho vissuto in questi giorni: questa esperienza della Chiesa viva. Se qualche volta si può pensare che la barca di Pietro sia realmente in mezzo a venti avversari difficili - è vero -, tuttavia vediamo che il Signore è presente, vivo, che il Risorto realmente è vivo e ha in mano il governo del mondo e il cuore degli uomini. Questa esperienza che la Chiesa è viva, che vive dall’amore di Dio, che vive dal Cristo Risorto, è il dono di questi giorni».
La Chiesa è viva perché ci sono uomini che vivono un fatto presente. Risuona il dialogo che hai sentito intorno ad un tavolo nei giorni scorsi. «Soltanto Uno vivo permette a voi di vivere là». Don Ambrogio Pisoni, responsabile delle comunità mediorientali del movimento, lo diceva a tredici madri palestinesi dopo averle sentite raccontare della loro vita a Betlemme. C’erano anche loro immerse nelle centinaia di migliaia di persone all’Incontro mondiale delle Famiglie.
Sono arrivate a Milano dopo un viaggio di quarantott’ore solo per incontrare il Santo Padre. «Il Papà», dice senza accorgersi del dolce sbaglio d’accento Bernadette, l’unica che parla un po’ italiano. Tutte eleganti, gli occhi neri, profondi e truccati, annuiscono ascoltandosi a vicenda nel raccontare del «desiderio grande di educare i nostri figli a Cristo, anche se le condizioni sono difficili. La pressione sulla minoranza cristiana è forte». La vita quotidiana bloccata da un muro di quasi 850 chilometri e alto nove metri, le difficoltà per avere il permesso di entrare a Gerusalemme, i loro ragazzi che non hanno mai visto la Città Santa. O il mare. «Ma non siamo tristi». Lo vedi a stare con loro. C’è una cosa di cui sono orgogliose più d’ogni altra e quando Jihan la dice tutte scoppiano in un applauso, prima ancora che tu possa capirla nella traduzione: «Abbiamo il Battesimo».
Samar, Suha, Judith, Souad... Sono in Italia accompagnate da Joseph Zaknoun, direttore dell’Istituto Cardinal Martini dell’Università di Betlemme, dove queste madri frequentano un corso di leadership. Una perla rara nella società araba palestinese: i giovani e le donne hanno la possibilità di seguire programmi educativi, di formazione alla responsabilità e alla comunicazione. «Sono 470 le donne iscritte oggi, ne abbiamo seguite settecento da quando tutto è iniziato circa tre anni e mezzo fa», spiega Zaknoun, che da trentatre anni in forza della sua esperienza di fede si dedica all’insegnamento in un mondo dominato dalla cultura islamica. La sua attenzione educativa è rivolta ai cristiani arabi, che vivono «tra due fuochi»: in quanto arabi sono emarginati dagli ebrei, in quanto cristiani lo sono dai musulmani.
«Anche per tutto questo, incontrare il Papa per noi è un’occasione straordinaria. Ci conferma nella nostra fede, che è tutto ciò che ci dà speranza», dice Bernadette. «Se noi non emigriamo dalla nostra terra come tanti fanno, non è per le nostre forze, ma per la forza dello Spirito Santo», continua Lilian. Che ogni giorno passa davanti alla Basilica della Natività e si fa il segno della croce per ringraziare Gesù di essere presente.
«Ci sono luoghi e momenti nella storia in cui si capisce bene che Cristo è una Presenza», dice Pisoni: «Ma da cosa si capisce? Da gente che vive. Se non ci foste voi a vivere la fede là, se voi non rimaneste, in Terra Santa ci sarebbero solo le pietre. Noi abbiamo bisogno di incontrare le pietre vive».
© www.tracce.it - 5 giugno 2012