Il popolo egiziano si è ripreso la rivoluzione
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- Creato: 02 Luglio 2013
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Il papa copto twitta e si schiera a favore di coloro che chiedono le dimissioni di Morsi. Il patriarca dei copti cattolici Sidrak: “Rischio guerra civile”
Giorgio Bernardellimilano «È meraviglioso vedere il popolo egiziano che - attraverso l’idea di Tamarod e i suoi giovani - si riprende in maniera pacifica la rivoluzione che gli è stata rubata». In queste ore caldissime per l’Egitto è tornato a twittare il papa copto Tawadros II. Esprimendo senza grandi giri di parole quale sia la sua lettura di quanto sta avvenendo al Cairo e nelle altre grandi città da domenica, dopo le manifestazioni che hanno portato in piazza milioni di persone per chiedere le dimissioni del presidente islamista Mohammed Morsi.
Già ieri sera - poche ore dopo il comunicato con cui l’esercito ha dato un ultimatum di 48 ore alle forze politiche per arrivare a una soluzione che «ascolti la voce della gente» - la guida della maggiore Chiesa cristiana dell’Egitto era intervenuto con un messaggio altrettanto chiaro: «Rendo omaggio ai tre grandi dell’Egitto: il popolo, l’esercito e i giovani». Non è un mistero che i copti in Egitto fossero tra i più critici nei confronti dell’operato di Mohammed Morsi. Nell’autunno scorso i rappresentanti di tutte le Chiese cristiane si erano dimessi contemporaneamente dall’assemblea costituente come gesto clamoroso di protesta contro i tentativi da parte delle forze islamiste di marcare l’identità musulmana del Paese. Al contrario Tawadros II - e le altre Chiese insieme a lui - hanno sempre insistito sulla necessità di costruire un Egitto che sia davvero casa di tutti. Inoltre è interessante la sottolineatura del papa copto sul ruolo che stanno svolgendo i giovani nelle proteste di questi giorni: sembra anche un’indicazione di percorso su come uscire davvero dallo stallo senza tornare indietro all’era Mubarak.
Le incognite in Egitto restano comunque grandi. E lo si capisce da quanto dichiarato in un’intervista al sito terrasanta.net dal patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak. «Spero che non scoppi una guerra civile - ha commentato il presule - ma il rischio c’è, perché la situazione è molto confusa. La rivoluzione lanciata dai giovani ha suscitato tante speranze, tante ambizioni di riuscire a dare una vita decente agli egiziani, ma a distanza di un anno dall’elezione del presidente Mohammed Morsi vediamo il Paese andare indietro, anziché avanti. Certamente c’è più libertà rispetto all’era Mubarak, maggiore apertura nell’esprimere critiche, ma l’inesperienza dei leader politici ed il tentativo da parte dei Fratelli Musulmani di piazzare i lori uomini in ogni angolo delle istituzioni non elettive, hanno provocato una contrapposizione forte, un crescente sentimento anti-islamista, e la sfiducia del popolo nel vedere che i Fratelli Musulmani promettono una cosa e ne fanno un’altra…».
I milioni di persone in piazza si spiegano soprattutto così. Una folla all’interno della quale i copti oggi sono protagonisti: «Non hanno più paura - ha spiegato ancora Sidrak -. Con la Rivoluzione hanno scoperto la libertà, e intendono lottare con il resto della popolazione per avere una vita degna di essere vissuta, una vita degna dell’uomo. C’è una certa libertà che si va sviluppando, cristiani e musulmani cercano di costruire quella cittadinanza per la quale hanno lottato fianco a fianco durante la rivoluzione»
© http://vaticaninsider.lastampa.it - 2 luglio 2013