Una Costituzione da concordare

coptiIL CAIRO, 12. La Chiesa copta ortodossa in Egitto ha incaricato una commissione di giuristi e politici cristiani di stilare un memorandum di osservazioni critiche sulla Costituzione provvisoria. Lo ha confermato all’agenzia Fides il vescovo di Assiut dei Copti, monsignor Kyrillos William. «Mi auguro — ha detto — che a questa iniziativa ne seguano altre concordate in maniera unitaria tra tutte le Chiese e comunità cristiane, attivando in particolare il Consiglio nazionale delle Chiese cristiane recentemente costituito.
I cristiani devono affrontare in unità il momento difficile vissuto dal Paese». L’idea di incaricare una commissione è giunta a poche ore dalla Costituzione provvisoria varata dal presidente ad interim, Adly Mansour, che aveva provocato le prime, preoccupate reazioni da parte di un numero crescente di giuristi e militanti dei diritti civili egiziani appartenenti alle Chiese cristiane. «Siamo preoccupati — aveva dichiarato qualche giorno fa il vescovo copto di Minya, Botros Fahim Awad Hanna — e ci prendono in giro. Le disposizioni che nella vecchia Costituzione apparivano pessime agli occhi dei cristiani vengono messe in risalto nel nuovo testo. Se non parliamo adesso, poi non potremo dire più niente». L’entrata in vigore del testo costituzionale provvisorio (che dovrebbe rimanere in vigore almeno sei mesi) rappresenta un passaggio importante nella tabella di marcia della transizione avviata con la destituzione di Mohamed Mursi. Alcune modifiche introdotte nella nuova carta rappresentano agli occhi degli esperti addirittura una regressione rispetto alla Costituzione di “taglio islamista” approvata sotto il Governo monopolizzato dai Fratelli musulmani. Ad allarmare i cristiani è in particolare il primo articolo della nuova dichiarazione costituzionale, che nel riproporre la sharia (la “legge” islamica) come sorgente fondamentale della legislazione ne accredita di fatto l’interpretazione rigorista sponsorizzata dalle scuole più vicine agli islamisti salafiti. Inoltre, dalla Costituzione provvisoria emanata da Mansour è sparito l’ex articolo 3, che garantiva a cristiani ed ebrei la possibilità di ricorrere ai propri principi canonici per regolare le questioni personali e religiose delle rispettive comunità. Infine, sul momento drammatico vissuto dal Paese, il vescovo di Assiut dei Copti, Kyrillos, osserva che «l’esercito si è limitato a tutelare la volontà popolare, senza pretendere di praticare il potere politico in forma diretta. La parte di popolazione che fa riferimento ai Fratelli musulmani dovrà essere coinvolta nel processo di ricomposizione del quadro politico nazionale. E questo credo sia auspicabile e possibile, se si mette da parte la pretesa di esercitare egemonie».

© Osservatore Romano - 13 luglio 2013