Il patriarca di Babilonia dei Caldei contro ogni estremismo

liberta-nello-SpiritoBAGHDAD, 25. «Il messaggio della religione è fare dell’uomo un uomo retto come lo vuole Dio. Le regole della religione sono fisse: il culto di Dio, l’amore per gli altri e il rispetto dei loro diritti». È quanto ha detto il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël I Sako, intervenendo a un incontro organizzato dal Centro nazionale per l’avvicinamento delle religioni. La necessità di intensificare la lotta al fanatismo e alla violenza religiosa, come pure il bisogno di rispettare le diversità sono stati i temi al centro del discorso, che — come riferisce il sito Baghdadhope — è stato tenuto di fronte a rappresentanti della cultura, della politica e delle diverse confessioni religiose irachene. Per il patriarca caldeo, «la religione è un rapporto spirituale e non materiale di cui si deve mantenere la purezza, perché se assume forma materiale viene rovinata, e se si politicizza viene deformata». In questo senso, la diversità delle religioni è un fenomeno culturale. «È la volontà di Dio che ci ha creati diversi, perciò dobbiamo rispettarla, come le costituzioni delle nazioni devono rispettare tutte le religioni e mantenere la stessa distanza da tutte, perché tutti gli uomini sono uguali nonostante le loro differenze sociali, religiose e nazionali». Della situazione attuale il patriarca ha rilevato come ci sia «ignoranza e mancanza di conoscenza dello spirito essenziale della religione nella maggioranza della popolazione. Oltre a ciò, l’influenza dei leader religiosi sulla mente e sui comportamenti delle persone è grande. Quando si guarda alla religione con mente chiusa si creano conflitti come quelli cui assistiamo oggi». Quanto alle situazioni di sofferenza cui è soggetta la comunità cristiana, il patriarca ha sottolineato come «noi cristiani siamo cittadini autentici di questo Paese ma soffriamo a causa del fanatismo religioso che considera i cristiani politeisti, infedeli, crociati e stranieri. Il programma di istruzione religiosa nelle scuole contiene parole improprie incompatibili con i testi sacri. Noi soffriamo per la discriminazione di alcune leggi. Eppure esiste una forte correlazione tra le religioni: il cristianesimo è la via dell’amore e l’islam è la via della misericordia, e malgrado siano entrambi dedicati, in un modo o nell’altro, all’amore, al bene e alla pace, la pratica quotidiana non è coerente con questi valori». Il patriarca Sako ha anche presentato alcune proposte tese a facilitare il dialogo e la comprensione tra le diverse tradizioni religiose presenti in Iraq: «Suggerisco che il discorso religioso insista sulla difesa dei diritti e della dignità dell’uomo, e non sul sacrificare l’uomo come sta accadendo. Suggerisco, inoltre, di affermare i valori comuni di libertà, cittadinanza, diversità, dignità umana e giustizia sociale. L’islam moderato ha bisogno di una rivoluzione per salvarsi dai fondamentalisti, perché sia una forza che spinge per la pace nella regione, non un’arma per alimentare i conflitti. Si deve cambiare il programma di istruzione per quanto riguarda il cristianesimo e le altre religioni, che devono essere trattate così come sono vissute e comprese dai loro fedeli e non in modo deformato. Speriamo che le voci moderate nell’islam, che sono per altro la maggioranza, si alzino per promuovere la convivenza e il rifiuto della violenza».

© Osservatore Romano - 26 gennaio 2014