Libano a rischio se non si elegge un presidente
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- Creato: 10 Luglio 2014
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BEIRUT, 10. Il ritardo o il rinvio dell’elezione di un nuovo presidente della Repubblica «minaccia l’esistenza del Libano, perché solo un presidente maronita con largo consenso e appropriata personalità, qualità morali e storia individuale» può garantire continuità alla caratteristica fisionomia libanese, allo stesso tempo unitaria e pluralistica. Così, il patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Boutros Raï, è tornato a lanciare l’allarme sulla crisi politica che da mesi paralizza le istituzioni del Paese dei cedri, dove i due principali blocchi politici contrapposti con i loro veti incrociati bloccano ogni possibilità di trovare un candidato condiviso per la carica di presidente, riservata dal sistema politico libanese a un cristiano maronita. Nei giorni scorsi — riferisce Fides — il patriarca ha parlato di una situazione di stallo che sta favorendo «il declino socio-economico del Libano e apre la via al saccheggio delle risorse pubbliche e dei diritti dei lavoratori. È una vergogna che la carica presidenziale rimanga vacante mentre il Libano si prepara a ospitare importanti summit. L’esperienza libanese — ha concluso — potrebbe aiutare i Paesi del Medio Oriente che soffrono per le guerre, la violenza, il terrorismo e il sorgere di movimenti fondamentalisti».
© Osservatore Romano - 11 luglio 2014