Solidarietà e comunione

martiri-3BAGHDAD, 10. Solidarietà alle famiglie cristiane sfollate, le cui terre e proprietà occupate dai jihadisti «devono essere liberate e restituite»; appello, in un momento difficile, all’unità e alla comunione della Chiesa caldea; proseguimento del progetto che porterà alla nascita della Lega caldea internazionale; istituzione di un tribunale patriarcale d’appello per esaminare le cause riguardanti il clero caldeo; celebrazione ogni anno, il primo venerdì dopo Pasqua, di una giornata «dei martiri e dei confessori della fede».
Sono queste alcune delle decisioni prese dal sinodo straordinario dei vescovi caldei tenutosi nei giorni scorsi a Baghdad, alla presenza del patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël I Sako. Sinodo in gran parte dedicato alle emergenze umanitarie che affliggono le popolazioni dei territori conquistati dai miliziani jihadisti. Nel documento finale si legge un invito rivolto al Governo nazionale iracheno e a quello regionale del Kurdistan affinché stanzino «i fondi necessari per sostenere le famiglie che il Daesh (acronimo arabo con cui si indicano i jihadisti dello Stato islamico) ha cacciato dalle proprie case e privato dei loro beni». Inoltre, tutte le forze nazionali e internazionali devono «unire i loro intenti per liberare al più presto i territori occupati e mettere in atto le disposizioni necessarie per proteggere i cristiani e gli altri iracheni, affinché tutti ritornino alle proprie case e vivano nella sicurezza e con dignità». Durante i lavori, il sinodo ha confermato il suo sostegno al progetto per la creazione di una Lega caldea, da tempo sostenuto dal patriarca Sako e rimasto finora in sospeso per le difficoltà e le emergenze che segnano la vita della Chiesa caldea. A giudizio dei vescovi, l’o rg a n i smo dovrà avere il profilo di un’organizzazione civile che si configuri come ente morale autonomo, da valorizzare come strumento per affrontare questioni politiche e sociali che coinvolgono il futuro delle comunità caldee. I due vescovi ausiliari di Baghdad dei Caldei, Shlemon Warduni e Basel Yaldo (che giorni fa ha ricevuto l’ordinazione episcopale assieme a Emmanuel Challita, quest’ultimo divenuto vescovo dell’e p a rc h i a di Mar Addai di Toronto dei Caldei), sono stati incaricati dal sinodo di preparare la conferenza di fondazione della Lega. I vescovi hanno inoltre richiamato tutti i fedeli delle diocesi caldee ad «attenersi ai principi fondamentali della propria fede, a rimanere fedeli alla propria Chiesa caldea e a dare priorità alla saggezza e all’a m o re » . Riguardo alle decine di migliaia di cristiani costretti a fuggire dalla Piana di Ninive davanti all’offensiva dei jihadisti e ora rifugiati nel Kurdistan iracheno, il sinodo ha riaffermato che la Chiesa caldea «rimarrà al fianco del nostro popolo sofferente», impiegando tutte le risorse a disposizione per «servirlo, sollevare il suo spirito e seminare la speranza nei cuori».

© Osservatore Romano  11 febbraio 2015