Sostegno educativo ai rifugiati in Libano
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- Creato: 02 Aprile 2015
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BEIRUT, 1. Un articolato progetto educativo verrà presto avviato, in Libano, da due congregazioni, quella dei fratelli de La Salle e quella dei fratelli maristi. L’iniziativa, spiega una nota congiunta, si articolerà in tre fasi: innanzitutto, verrà avviato «un progetto che creerà spazi per accogliere i bambini rifugiati. Successivamente, verrà stabilito un ufficio internazionale in Libano, per coordinare le attività quotidiane».Quindi, l’attività verrà espansa per «rispondere ai bisogni dei giovani emarginati» . I destinatari dell’iniziativa sono bambini e ragazzi, in linea con entrambi i carismi delle due congregazioni e all’interno delle loro rispettive competenze di base: l’educazione e la pastorale giovanile. Il nome della missione comune — prosegue la nota — sarà “Il progetto Fratelli”. L’idea è nata alla fine del 2014, quando entrambe le congregazioni si sono confrontate sul «modo migliore per rispondere alla difficile situazione degli sfollati, ai confini dei diversi Paesi». Le discussioni si sono inquadrate nel contesto dei rispettivi capitoli generali dedicati al tema “Verso terre nuove”, per i maristi, e “Oltre i confini”, per i lasalliani. «Sappiamo che queste espressioni non sono semplici riferimenti geografici — sottolinea la nota — ma anche una sfida ad andare alle periferie dei confini personali e culturali, delle congregazioni e delle loro strutture». La Chiesa cattolica ha in Libano circa novecento centri di istruzione per circa 430.000 alunni, oltre a una trentina di centri di educazione speciale. Esistono, inoltre, trecentocinquanta centri di assistenza tra i quali trenta ospedali, case per anziani e invalidi, orfanotrofi, asili nido, consultori familiari, centri per la protezione della vita.
© Osservatore Romano - 2 aprile 2015