ALEPPO (SIRIA), LA DRAMMATICA TESTIMONIANZA DI UNA SUORA: «LA NOSTRA PASQUA TRASFORMATA IN UN INCUBO»

bimbo Siria«Aleppo è una città ormai abbandonata a se stessa, mentre tutto il mondo resta in silenzio». È la testimonianza che Suor Annie invia ad Aiuto alla Chiesa che Soffre dalla città siriana, contesa dai miliziani dell’Isis e dall’esercito regolare del presidente Assad. Uno snodo cruciale nel conflitto iracheno-siriano, che ricade sulle teste di chi vorrebbe solo vivere in pace.

«La nostra Santa Pasqua si è trasformata in un incubo – ci scrive Suor Annie, che si trova ad Aleppo per preparare i regali di Pasqua alle famiglie sfollate  – due giorni fa altre 165 famiglie hanno abbandonato le loro case dopo una pioggia di circa 40 proiettili sparati sulla città. Ne abbiamo trovato uno anche nella nostra cucina: siamo salve solo per volontà del Signore. Un “regalo” di Pasqua per centinaia di persone che non chiedono nulla, eccetto una vita normale»

«Per favore: salvate Aleppo e le famiglie che ci vivono». Suor Annie chiede che si diradino i silenzi intorno a questa tragedia umanitaria: «Non giratevi dall’altra parte, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti».

Aleppo è una città della Siria Settentrionale, soprannominata “La Capitale del Nord”. Si tratta del centro più popoloso della Siria, con oltre 1 milione e 900mila abitanti, e della terza città cristiana del mondo arabo (dopo Beirut e Il Cairo) con oltre 300mila persone appartenenti al nostro Credo. È Patrimonio Mondiale dell’Umanità, iscritta alle liste Unesco dal 1986.

Roma, 13 aprile 2015

“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2012 ha raccolto oltre 90 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato oltre 5.604 progetti in 140  nazioni.