Sul diritto a risposarsi

tawadros II 4IL CAIRO, 29. Solo la Chiesa copta può autorizzare ai suoi fedeli la celebrazione di un secondo matrimonio. È questo il senso del ricorso che il patriarca copto ortodosso Tawadros II ha presentato ieri, martedì, contro la sentenza di un tribunale amministrativo egiziano che ha autorizzato nuove nozze per due fedeli copti divorziati. L’appello, secondo quanto riferisce il sito The Cairo Post, intende annullare il verdetto del tribunale, non riconoscendo alla magistratura alcun potere in materia matrimoniale.
In Egitto, infatti, il matrimonio è disciplinato dai regolamenti religiosi e non dalla legge civile. Così, per esempio, il matrimonio tra musulmani e il suo scioglimento è legato alle procedure che derivano dalla fede islamica. Analoga autonomia è riconosciuta alla Chiesa copta, la comunità cristiana più numerosa del Paese, che è tradizionalmente contraria al divorzio e permette la celebrazione di un nuovo matrimonio solo a pochissime determinate condizioni. Tuttavia, un certo numero di cristiani copti, riuniti anche in gruppi organizzati, ha recentemente rivendicato il diritto di divorziare e di risposarsi civilmente, attraverso delle cerimonie da tenersi nei tribunali. Già nel 2008 il tribunale amministrativo aveva stabilito che la Chiesa copta era tenuta a fornire l’autorizzazione per la celebrazione di un secondo matrimonio. Sentenza contro cui adesso formalmente si appella la guida spirituale dei copti, confermando così quanto stabilito dal suo predecessore Shenouda III, che proprio nel 2008 aveva riformato in senso restrittivo il regolamento canonico in vigore dal 1938.

© Osservatore Romano - 30 aprile 2015