Presentata l’edizione russa dell’enciclica di Papa Francesco
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- Creato: 09 Ottobre 2015
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MOSCA, 9. Un’occasione di dialogo ecumenico e di confronto tra cattolici e ortodossi su un tema, quello della difesa del creato, che oggi più che mai, non soltanto nella Federazione Russa, si profila come un possibile e ampio ambito d’azione comune. Così è stata definita l’enciclica Laudato si’, la cui edizione russa è stata presentata nei giorni scorsi a Mosca, presso la Biblioteca dello Spirito. All’incontro, cui ha assistito un folto pubblico, hanno preso parte — come riferisce l’agenzia Asia- News — il nunzio apostolico Ivan Jurkovič, il segretario generale della Conferenza episcopale cattolica russa, padre Igor Kovalevskij, e il teologo ortodosso padre Vladimir Shmalij. Aprendo l’incontro, l’a rc i v e s c o v o Jurkovič ha sottolineato l’imp ortanza di riconoscere come il tema dell’ecologia «non può essere trattato in modo serio, se si esclude la sua dimensione spirituale». In questo senso, il presule ha auspicato che dall’appello di Papa Francesco a politici, scienziati e uomini di buona volontà, «inizi qualcosa di serio» per la cura della salute del pianeta. Un compito che può anche essere un buon terreno d’incontro ecumenico. Nell’enciclica, ha sottolineato infatti padre Kovalevskij, «vi è un messaggio universale, rivolto a tutti, al di là della confessione religiosa». Per questo, ha aggiunto, il documento pontificio può diventare un prezioso spunto per riflettere su quello che è il comune compito dei cristiani di fronte alle sfide del mondo moderno, che possono trovare risposta anche dalla riscoperta del significato dei piccoli gesti. Padre Kovalevskij ha poi spiegato che con il suo messaggio, «che non vuole essere un testo scientifico», il Papa «non dà risposte pronte, ma prova a risvegliare la società al dialogo sul modo in cui vogliamo costruire il futuro del nostro pianeta ». In tale prospettiva, «la Chiesa dice molto chiaramente da dove viene la nostra responsabilità: l’uomo è il signore del creato — ha detto il segretario generale dell’episcopato cattolico — e di questo creato è resp onsabile». Apprezzamento è stato espresso dal teologo Shmalij, il quale pur non tacendo alcune differenze di vedute della prospettiva ortodossa, ha riconosciuto che «non si può non prestare attenzione all’aspetto ecumenico » del documento, da lui definito «rivoluzionario» anche per le citazioni di fonti non cattoliche, come quella del patriarca Bartolomeo.
© Osservatore Romano - 10 ottobre 2015