Una luce che si ravviva
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- Creato: 24 Giugno 2016
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La Chiesa apostolica armena è impegnata in una sempre maggiore partecipazione alla vita di comunione tra cristiani. Lo ha assicurato il catholicos Karekin II nel saluto di benvenuto al Pontefice. Tale impegno scaturisce dalla certez- za che, quando il mondo è segnato da sempre più profonde crisi spirituali, politiche, economi- che e umanitarie, è importante più che mai per le Chiese sorelle unirsi nella preghiera e coope- rare per la feconda missione della Chiesa di Cri- sto. Ciò, ha aggiunto, per mantenere e coltivare i valori etici cristiani nel mondo, per rafforzare l’amore verso l’uomo, attraverso il quale posso- no essere raggiunti i veri obiettivi della sicurez- za e della prosperità. Il patriarca ha poi ricordato la visione e lo zelo del secondo illuminatore degli armeni, il catholicos Gregory. Con lui la luce della fede, che si accendeva nei cuori della gente con la predicazione di san Taddeo e san Bartolomeo, si è ravvivata. Karekin II ha quindi espresso la gioia di tutto il popolo per le preghiere che si elevano in questo giorno in comunione con i santi Pietro, Taddeo e Bartolomeo, in particola- re per la pace, per i fedeli e per tutto il mondo, perché si rafforzi lo spirito di amore e di fratel- lanza e di proficua collaborazione. Il catholicos ha anche ricordato la visita di Giovanni Paolo II , nel 2001, in occasione del 1700° anniversario della proclamazione del cri- stianesimo come religione di Stato in Armenia. Quella, ha sottolineato, è stata la prima visita di un Pontefice in terra armena. Un incontro che è stata occasione per aumentare la cooperazione fraterna tra le Chiese. Infine, ha ringraziato il Pontefice per la spinta impressa nel rafforzare le relazioni fraterne tra le Chiese, mostrando parti- colare amabilità verso la Chiesa armena e la gente del Paese in varie occasioni. La visita di Papa Francesco, ha detto, è una rinnovata testi- monianza delle relazioni fraterne e della colla- borazione tra le Chiese. Per questo, si è detto sicuro che questo viaggio possa rafforzare la te- stimonianza di fede, con la certezza che l’a m o re cristiano si farà sentire con più forza.
© Osservatore Romano - 25 giugno 2016
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