“LA FATICA ASCETICA” NON È “FUGA DAL MONDO”

“Lo scopo della fatica ascetica, 'podvig' in russo, è il distacco dalle passioni, perseguito anche da culture non cristiane”: lo ha spiegato il metropolita Filaret di Minsk, esarca patriarcale di Bielorussia e presidente della commissione teologica del Patriarcato di Mosca, intervenendo al XVII Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa in corso fino al 12 settembre al monastero di Bose sul tema della lotta spirituale. Nel cristianesimo però “l'obiettivo del podvig non è lo sviluppo delle capacità umane, ma la ricerca dei modi di contatto con Dio”. “Siamo chiamati a diventare simili a Cristo”, cioè “a vivere di lui”. E' proprio questa, secondo Filaret di Minsk, la fatica ascetica: “non sviluppare le capacità dell'uomo vecchio ma acquisire nuova umanità in Cristo”. L'uomo vecchio “desidera essere dio e sottomettere il mondo”; egli “ha paura di perdere il potere personale” e si protegge da tale paura con “l'orgoglio, catalizzatore di tutte le altre passioni”. “Il digiuno – ha spiegato il metropolita è il distacco dalle passioni: rinunciamo a qualcosa in noi stessi per dare spazio alla grazia divina”. Il podvig ascetico, quindi “non è fuga dal mondo” ma “un fatto d'amore, che evita ogni esteriorità”. “Qualsiasi fatica ascetica che non mira all'amore - – ha concluso Filaret – schianta lo spirito e non porta frutto”.

© SIR - 9 settembre 2009