La Trinità e la matematica di Florenskij
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- Creato: 17 Aprile 2010
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Pubblichiamo una meditazione di Tomás Spidlík da un suo libro scritto nel 2000 (Duse Ruska, Praha, Karmelitánské nakladatelství), tradotto in italiano da Andrea Trovesi in Amate il silenzio (Milano, Gribaudi, 2003).
"In tutto ciò che incontriamo osserviamo delle contraddizioni irrisolvibili. Per risolvere questi problemi non abbiamo altra possibilità che la seguente: scegliere ciò che ci offre la Santissima Trinità oppure la morte nella pazzia".
(Pavel Florenskij)
Pavel Florenskij è considerato oggi uno dei teologi che più profondamente ha penetrato il mistero della Santissima Trinità. A ciò arrivò attraverso una particolare conversione personale; infatti, inizialmente ateo e geniale matematico, si avvicinò al cristianesimo attraverso la matematica. Oggetto degli studi matematici non sono i numeri in sé ma i loro rapporti. Ma quali possono essere i rapporti tra cose senza vita? I rapporti veri esistono solo tra persone e, se vogliono essere rapporti eternamente validi, anche queste persone devono essere eterne, e eterne sono solo le tre persone divine comprese nel Dio unico.
A Kant sembrava che ammettere un Dio unico in tre persone non potesse avere per la vita pratica alcuna conseguenza particolare. Florenskij dimostra invece il contrario. Come potremmo conciliare per esempio la necessità di ordine e l'eterno desiderio di libertà dell'uomo? Ammiriamo l'ordine dell'universo dove tutto avviene secondo leggi naturali immutabili, amiamo l'ordine nella società, sul lavoro, in casa, ma allo stesso tempo ci battiamo sempre per poter agire liberamente in modo indipendente, secondo la nostra volontà. È difficile conciliare questi due aspetti, difficile e a costo di grandi compromessi.
Eppure nella vita di Dio queste due aspirazioni non sono tra loro in contraddizione; in essa vi sono tre persone di immensa libertà, unite al tempo stesso nel Dio unico che è un valore assoluto, immutabile, fonte di tutto l'ordine. Nei limiti della ragione umana questo è difficilmente comprensibile e tanto meno realizzabile, ciò malgrado Dio permette ai credenti di partecipare alla sua vita, nella Chiesa, che fin dalla sua fondazione è stata riflesso del Dio Uno e Trino. Dopo la discesa dello Spirito Santo, a Gerusalemme molte persone di origini e mentalità diverse, che avevano però, come leggiamo negli Atti degli Apostoli (4, 32), "un cuor solo e un'anima sola" accolsero il battesimo. La loro unità era riflesso del Dio Uno e rappresenta da sempre l'unico modo possibile di unire veramente gli uomini liberi e il mondo intero.
(©L'Osservatore Romano - 18 aprile 2010)
"In tutto ciò che incontriamo osserviamo delle contraddizioni irrisolvibili. Per risolvere questi problemi non abbiamo altra possibilità che la seguente: scegliere ciò che ci offre la Santissima Trinità oppure la morte nella pazzia".
(Pavel Florenskij)
Pavel Florenskij è considerato oggi uno dei teologi che più profondamente ha penetrato il mistero della Santissima Trinità. A ciò arrivò attraverso una particolare conversione personale; infatti, inizialmente ateo e geniale matematico, si avvicinò al cristianesimo attraverso la matematica. Oggetto degli studi matematici non sono i numeri in sé ma i loro rapporti. Ma quali possono essere i rapporti tra cose senza vita? I rapporti veri esistono solo tra persone e, se vogliono essere rapporti eternamente validi, anche queste persone devono essere eterne, e eterne sono solo le tre persone divine comprese nel Dio unico.
A Kant sembrava che ammettere un Dio unico in tre persone non potesse avere per la vita pratica alcuna conseguenza particolare. Florenskij dimostra invece il contrario. Come potremmo conciliare per esempio la necessità di ordine e l'eterno desiderio di libertà dell'uomo? Ammiriamo l'ordine dell'universo dove tutto avviene secondo leggi naturali immutabili, amiamo l'ordine nella società, sul lavoro, in casa, ma allo stesso tempo ci battiamo sempre per poter agire liberamente in modo indipendente, secondo la nostra volontà. È difficile conciliare questi due aspetti, difficile e a costo di grandi compromessi.
Eppure nella vita di Dio queste due aspirazioni non sono tra loro in contraddizione; in essa vi sono tre persone di immensa libertà, unite al tempo stesso nel Dio unico che è un valore assoluto, immutabile, fonte di tutto l'ordine. Nei limiti della ragione umana questo è difficilmente comprensibile e tanto meno realizzabile, ciò malgrado Dio permette ai credenti di partecipare alla sua vita, nella Chiesa, che fin dalla sua fondazione è stata riflesso del Dio Uno e Trino. Dopo la discesa dello Spirito Santo, a Gerusalemme molte persone di origini e mentalità diverse, che avevano però, come leggiamo negli Atti degli Apostoli (4, 32), "un cuor solo e un'anima sola" accolsero il battesimo. La loro unità era riflesso del Dio Uno e rappresenta da sempre l'unico modo possibile di unire veramente gli uomini liberi e il mondo intero.
(©L'Osservatore Romano - 18 aprile 2010)