Scola: i musulmani imparino dagli errori di noi cristiani d’occidente
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- Creato: 19 Giugno 2010
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Sono trascorsi ormai alcuni giorni dal ritorno del Papa da Cipro e forse proprio questa distanza permette di rilevare ancor più la sostanza particolare di questa tappa del Pontificato di Benedetto XVI.
È stato un viaggio impressionante non solo per il grande valore di quella terra legata alla missione di San Paolo; non solo per la ricchezza di riflessioni e dichiarazioni, ma proprio per la testimonianza, resa dal Papa, di una fede ben radicata nella storia presente: la messa in guardia sul possibile “spargimento di sangue” in Medio oriente, l’incontro con Chrysostomos II, l’abbraccio con la locale comunità cattolica, la consegna dell’Instrumentum Laboris ai Vescovi e la dichiarazione circa la necessità di un dialogo con i fratelli musulmani, con l’immediata chiarificazione, così tipica del Papa, circa il significato del termine “fratelli”. Questa è stata una scelta lessicale voluta, in un momento in cui il mondo era profondamente turbato per l’omicidio di Mons. Padovese, il vescovo barbaramente ucciso nella sua casa la cui testimonianza getta una luce intensa sullo stesso viaggio di Benedetto XVI.
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