Vanno superati gli ostacoli e le divisioni che separano i discepoli di Cristo
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- Creato: 27 Maggio 2008
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Superare le divisioni perché uniti i discepoli di Cristo proclamino e testimonino al mondo il suo messaggio. Ha incentrato i suoi interventi sulla necessità dell'impegno ecumenico il cardinale Tarcisio Bertone nella parte conclusiva della visita in Ucraina. Dopo la tappa a Lviv per la beatificazione di suor Marta Maria Wiecka, il segretario di Stato è giunto nel pomeriggio di sabato 24 maggio nella capitale del Paese. Qui è rimasto fino al pomeriggio di lunedì 26, quando ha fatto rientro in Vaticano.
A Kyiv particolarmente intensa è stata la giornata di domenica 25, scandita da vari appuntamenti con realtà e istituzioni locali e culminata con la celebrazione della messa del Corpus Domini nella cattedrale latina, seguita dalla processione eucaristica con le comunità latina e greco-cattolica. La preghiera ecumenica - ha detto il porporato - "costituisce un impegno e una missione prioritari a superare gli ostacoli che ci separano degli altri cristiani". Ricucire il tessuto lacerato è del resto un "compito di massima urgenza" da portare "avanti con coraggio ed entusiasmo", poiché la divisione delle Chiese rappresenta uno dei più grandi impedimenti all'annuncio del Vangelo.
All'omelia il segretario di Stato ha ricordato che la fede è un dono di Dio da trasmettere alle nuove generazioni attraverso l'attività e la vita della Chiesa, come hanno fatto i martiri che per restare fedeli a Cristo hanno patito persecuzioni e morte. "Qui in Ucraina - ha detto - voi cattolici di oggi siete in modo particolare debitori a coloro che durante i lunghi anni delle persecuzioni hanno sofferto e addirittura sono morti per la nostra fede". Quindi rievocando la visita compiuta sette anni fa da Giovanni Paolo ii come "pellegrino della concordia", il porporato ha concluso esortando i cattolici ucraini ad essere "apostoli dell'unità, promotori di una fratellanza universale, difensori della giustizia, testimoni della salvezza che il Risorto ha portato per l'umanità di ogni luogo e di tutti i tempi".
In precedenza Bertone aveva visitato il luogo di costruzione della nuova cattedrale greco-cattolica, incontrando il cardinale Lubomyr Husar, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, e partecipando alla liturgia presieduta da monsignor Bohdan Dzyurakh, ausiliare dell'arcieparchia di Kyiv. Qui ha parlato dell'Ucraina come "terra di mezzo", punto d'incontro e di dialogo fra l'Europa occidentale e quella orientale, per la quale Benedetto xvi auspica quell'unità che all'epoca del Battesimo della Rus' caratterizzava la vita della Chiesa, non ancora lacerata dal grande scisma.
Lo stesso anelito all'unità alimentato anche dal coraggio di "leggendarie figure" come il metropolita Andrzeyi Szeptyckyj e il cardinale Josyf Slipyj, custodi di un patrimonio che mira alla promozione dello spirito di mutua intesa e comprensione non solo tra cattolici, ma anche con i fratelli delle altre Chiese cristiane.
Un'eredità che le vessazioni, i ricatti e le dure persecuzioni da parte del sistema totalitario del secolo scorso non sono riusciti a fiaccare. E se appare necessario rifondare quell'armonia e quell'unità religiosa di cui ha bisogno il Paese, per il cardinale Bertone occorre anche l'impegno della Chiesa greco-cattolica, riemersa dalla persecuzione con una forte consapevolezza, non ripiegata su se stessa, ma aperta all'evangelizzazione e aggiornata secondo il Concilio Vaticano ii. Il porporato si è detto consapevole che esistono dissidi e tensioni, ma è altrettanto convinto che in questa terra appare "obbligatorio" il dialogo sia tra cattolici sia con l'ortodossia. Si tratta - ha puntualizzato - di un dovere che viene richiesto ai cristiani anche dalla società civile.
Dopo una breve sosta in nunziatura, nel pomeriggio il segretario di Stato ha incontrato nel monastero di Lavra Sua Beatitudine Volodymyr, metropolita di Kyiv e di tutta l'Ucraina, e successivamente ha fatto visita al Presidente Viktor Yushchenko. Infine ha benedetto l'Istituto di teologia San Tommaso d'Aquino, dei padri domenicani, dove ha incontrato un gruppo di giovani della capitale. Con loro ha parlato dell'amore misericordioso di Dio rivelato in Gesù, quello di cui ha sete ogni essere umano, indipendentemente dalla propria cultura, lingua o nazione. Con il battesimo - ha spiegato - anche voi "siete chiamati ad essere testimoni dell'amore di Dio in questo nostro tempo per essere i futuri santi dell'Ucraina, la gloria e la gioia della vostra Chiesa".
Dopo aver ricordato i sacrifici che sono stati fatti per realizzare l'istituto, ha sottolineato come proprio la reciproca apertura tra le culture e la riflessione teologica possano costituire un terreno privilegiato per il dialogo negli odierni sforzi tesi a superare le divisioni che ancora esistono tra cattolici e ortodossi. Quindi l'auspicio conclusivo che esso diventi un luogo "significativo per la promozione dell'unità di tutti i discepoli di Cristo".
L'ultimo incontro ufficiale in terra ucraina il cardinale Bertone lo ha avuto nella mattina di lunedì 26 maggio, con il primo ministro Yulia V. Timoshenko.
(©L'Osservatore Romano - 26-27 maggio 2008)