CHIESA: DA CEI NO A PRETI SPOSATI CATTOLICI RUMENI,NON VENGANO IN ITALIA

(ASCA) - Roma, 30 nov - Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha respinto la richiesta di permettere a preti cattolici sposati della Chiesa greco-cattolica rumena di venire in Italia per assistere le comunita' di immigrati rumeni presenti nel nostro Paese. In una lettera dello scorso 13 settembre e pubblicata dall'agenzia Adista, Bagnasco scrive a mons. Lucian Muresan, primate della Chiesa greco-cattolica rumena, che la Cei, ''dopo aver attentamente esaminato la questione anche alla luce dei dati numerici relativi alla consistenza delle comunita' etniche provenienti da Paesi dell'Est europeo e alla situazione del clero nelle diocesi italiane, ritiene che, al presente e in linea generale, non esista la 'giusta e ragionevole causa' che giustifichi la concessione della dispensa''. Secondo la legge ecclesiastica, i preti sposati delle Chiese orientali non possono esercitare al di fuori del territorio storico della loro Chiesa - un limite contro cui hanno protestato anche i vescovi riuniti il mese scorso in Vaticano per il Sindoo sul Medio Oriente.

''La convenienza di tutelare il celibato ecclesiastico - ha spiegato ancora Bagnasco - e di prevenire il possibile sconcerto nei fedeli per l'accrescersi di presenza sacerdotali uxorate prevale infatti sulla pur legittima esigenza di garantire ai fedeli cattolici di rito orientale l'esercizio del culto da parte di ministri che parlino la loro lingua e provengano dai loro stessi Paesi''. Su circa un milione di rumeni presenti in Italia, i greco-cattolici sono circa 800mila.

© Asca - 30 novembre 2010