La Pasqua di speranza dei cristiani che soffrono
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- Creato: 23 Aprile 2011
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ROMA, 23. Dal Vicino Oriente all'Asia le comunità cristiane vivono la Pasqua tra timori e speranze. Le sofferenze per le violenze non impediscono ai fedeli di queste parti del mondo di raccogliersi in preghiera con la speranza nel Risorto. Pur tra ingenti misure di sicurezza, dall'Egitto all'Iraq e alla Libia, passando per la Terra Santa e il Pakistan, le comunità cristiane rispondono all'odio che in molti casi viene rivolto contro di loro con la forza e la gioia della fede. "Le festività in Egitto - sottolinea il vescovo ausiliare di Alessandria dei Copti, Botros Fahim Awad Hanna - si svolgeranno come al solito. Anche se i nostri fedeli hanno ancora un po' di paura per il clima di tensione riteniamo che tutti parteciperanno alla messa di Pasqua". A Mossul, in Iraq, a causa del coprifuoco sono invece state sospese le celebrazioni. Una serie di manifestazioni di protesta hanno indotto le autorità civili, spiega l'arcivescovo di Mossul dei Caldei, Amel Shamon Nona, a bloccare di fatto il programma d'iniziative e celebrazioni organizzate in occasione delle festività pasquali. Anche nella Libia colpita dalla guerra e dall'emergenza dei profughi, i cristiani reagiscono con fiduciosa speranza alle difficoltà del momento: "Viviamo nell'angoscia - osserva il vicario apostolico di Tripoli, Giovanni Innocenzo Martinelli - ma la mia speranza è che il grido di Gesù sia un grido di speranza verso la resurrezione. Ci auguriamo che la resurrezione di Gesù possa vincere il male che uccide".
In Siria, dove pure sono vive le tensioni politiche e sociali e dove, secondo le notizie più recenti, si stanno consumando fatti drammatici, la forza della preghiera accomuna i fedeli delle varie comunità religiose. Nella comunità monastica siro-cattolica di Deir Mar Musa, uno dei simboli del dialogo tra le religioni nel Paese, il gesuita e fondatore padre Paolo Dall'Oglio si dice "molto consolato dal vedere che diverse famiglie hanno deciso di trascorrere il Giovedì santo nella nostra comunità". Infine, la Colletta del Venerdì santo per la Terra Santa richiama ancora una volta i cristiani, come evidenzia il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, "a non rassegnarsi mai alla mancanza della pace".
In Pakistan, l'arcivescovo emerito di Lahore, Lawrence John Saldanha, parla di una Pasqua celebrata "con grandissima felicità e speranza", nonostante i timori per le violenze a sfondo religioso e gli attentati terroristici. La Pasqua, puntualizza il presule, "significa nuova vita e rinnovata speranza per i cristiani pakistani I fedeli, conclude, "metteranno da parte tutte le paure e si uniranno alle gioiose celebrazioni". La legge sulla blasfemia in vigore nel Paese è spesso utilizzata per colpire i diritti delle minoranze religiose. Il dialogo con le autorità civili per l'abolizione o quantomeno la revisione della normativa prosegue. Un segno di speranza è costituito anche dalla recente liberazione dal carcere di un cristiano, Arif Masih, che era stato accusato ingiustamente in base alla normativa.
(©L'Osservatore Romano 24 aprile 2011)