EGITTO: PAPA DEL DIALOGO, AVVICINO' RELIGIONI
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- Creato: 28 Aprile 2011
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(AGI) - Roma - Il Papa del dialogo, dell'apertura ai giovani ma, soprattutto, il Pontefice che avvicino' la Chiesa di Roma con quella di Alessandria e che fece parlare i cattolici con i musulmani. Cosi' l'ambasciatore d'Egitto presso la Santa Sede, Lamia Mekhemar, ha ricordato Giovanni Paolo II a pochi giorni dalla sua beatificazione. In un'intervista all'AGI, il diplomatico egiziano ha anche lanciato un appello a "continuare sulla strada di Wojtyla quella del dialogo, della tolleranza e della comprensione dell'altro". "Ne abbiamo bisogno in questo momento - ha sottolineato -. Il ruolo delle istituzioni religiose e' proprio questo, avvicinare la gente, i popoli". "Non ero ancora ambasciatore ai tempi - ha raccontato la Mekhemar la sua esperienza con papa Giovanni Paolo II -. Lo ricordo quindi da cittadina egiziana in Italia. L'ho sempre visto come una persona che gia' aveva in se' qualcosa di santo, che parlava al popolo ma, soprattutto ai giovani che, grazie a lui sono ritornati alla Chiesa". La cosa piu' importante, ha continuato l'ambasciatore, e' che Wojtyla ha riavvicinato le Chiese, un fatto "fondamentale in momenti di tensione". "La sua apertura - ha aggiunto - era senza pregiudizi. Papa Giovanni Paolo II non guardava mai dall'alto della sua posizione, non giudicava: e questo e' importante per instaurare un dialogo sano. Dialogava su terreni comuni perche' tutte le religioni hanno stessi valori e proprio su questi si riesce a cooperare". Primo papa a entrare in una moschea, ha ricordato l'ambasciatore, Wojtyla ha veramente riaperto il dialogo tra tra cattolici e copti, tra cristiani e musulmani. "Faceva parte - ha commentato la Mekhemar - della sua apertura verso le altre religioni. I musulmani si sono sentiti accettati come esseri umani non piu' esclusi dalla societa'. E l'inclusione - ha aggiunto - e' sempre un fattore molto positivo, previene i disaccordi e le violenze".
Non solo, Wojtyla e' anche stato il primo Pontefice a visitare l'Egitto nel febbraio del 2000. "Fu una visita storica" ha commentato l'ambasciatore. "Ai tempi chi fece inizialmente resistenza alla visita - ha raccontato - fu proprio la Chiesa copta che ha il suo Patriarca. Ma Wojtyla e' riuscito a creare, dopo tanti anni, un'atmosfera di serenita' che ha aiutato in quel momento le due chiese ad avvicinarsi. La sua visita e' stata un grande successo. Il popolo lo ha ascoltato".
La delegazione egiziana non sara' Roma per la beatificazione "perche' l'Egitto e' in un momento difficile", ha spiegato la Mekhemar. "Ma questo non vuole dire che non ci sia interesse a partecipare" ha continuato. Ci saranno comunque - ha concluso - festeggiamenti dei cattolici nel Paese e soprattutto dei copti, organizzati dal patriarca di Alessandria, il Cardinale Antonios Naguib.
© AGI News - 26 aprile 2011