Si apre domenica la 48ª sessione del segretariato attività ecumeniche
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- Creato: 23 Luglio 2011
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“Camminare in novità di vita. In dialogo sull'etica”. È il tema della 48ª sessione di formazione ecumenica, promossa dal Sae (Segretariato attività ecumeniche) a Chianciano Terme (Si) dalla sera di domenica 24 a sabato 30 luglio. A Meo Gnocchi, presidente nazionale del Sae, abbiamo chiesto di presentarci in anteprima l'iniziativa.La sessione è incentrata sul rapporto tra ecumenismo ed etica: quale contributo può dare in questo contesto una prospettiva ecumenica?
“L’ecumenismo potrebbe dare un notevole contributo, ma bisogna anche riconoscere che il cammino non è tutto agevole. Da un lato, c’è tra le Chiese cristiane una fondamentale convergenza sull’urgenza di un consolidamento del tessuto etico della nostra vita sociale e civile e della responsabilità a cui le Chiese non possono sottrarsi di contribuire a questo risanamento etico. È evidente, inoltre, che c’è una consonanza dell’impegno delle Chiese sui grandi temi della giustizia, della pace, della salvaguardia del creato, dei diritti dei popoli. Anche la recente assemblea di Kingston è stata una dimostrazione di ciò. Dall’altro lato, però, i temi della sessualità e della bioetica vedono le Chiese molto distanti: non sembra facile colmare le differenze tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse, da una parte, e le Chiese protestanti storiche, dall’altra. Inoltre, le Chiese di carattere pentecostale o evangelicale sono su posizioni ben diverse da quelle delle Chiese protestanti storiche, tanto che quest’anno abbiamo voluto alla sessione, oltre ai rappresentanti delle tre grandi famiglie cristiane #cattolica, ortodossa, protestante#, anche un rappresentante del settore evangelicale che si differenzia da altre Chiese protestanti”.
Qual è, allora, l’obiettivo della sessione estiva del Sae?
“È proprio il confronto l’aspetto più urgente e necessario, perché la consapevolezza della distanza che ancora separa su alcuni temi, a mio avviso, può indurre un certo timore di affrontare il confronto. Dunque, proprio perché sembra che non ci siano facili vie per trovare uno scambio sereno, ma al tempo stesso è opportuno un confronto costruttivo, questa sessione del Sae, che è la prima di un ciclo biennale, dovrebbe avviare la possibilità di considerare i principi fondamentali su cui si costruisce un discorso etico da parte cristiana e vedere in quale misura e fino a che punto e con quali prospettive si possono percorrere delle vie di dialogo”.
Sui temi della bioetica e della sessualità c’è molta distanza: quali passi si possono compiere per colmarla?
“Questi problemi sono molto delicati e il confronto non può essere sommario, perciò abbiamo pensato di ‘distendere’ il tema etico su un arco biennale, riservando la sessione 2011 alla riflessione sui fondamenti etici, teologici e antropologici e sui criteri di base che orientano le diverse scelte etiche. La sessione dell’anno prossimo, invece, sarà dedicata alla trattazione delle questioni più specifiche e spinose. Tuttavia, anche nella 48ª sessione ci sarà un saggio dei temi per i quali non c’è consenso. Il primo passo da fare, comunque, è cercare il confronto dialogico senza reticenze, sapendo che le posizioni su questi temi sono ben diverse e che non ci si può illudere di trovare subito un consenso. Credo che sia importante porre a confronto le diverse posizioni, risalendo alle loro motivazioni di fondo, senza voler squalificare l’altra parte né considerandola arroccata su posizioni di rigida conservazione e di spirito antimoderno né tacciandola di andare alla deriva lassista e relativista. I primi passi dovrebbero essere proprio un approccio a un dialogo che abbia considerazione della legittimità e della buona fede dell’altra parte”.
Quali sono gli aspetti più interessanti della sessione di quest’anno?
“Mi sembra interessante partire dai fondamenti biblici, cercando nelle Scritture diverse angolature da cui si possano dedurre discorsi etici, confrontando poi quelli che nel programma abbiamo indicato come ‘stili di etica’, cioè i modi diversi con cui a partire dalla Bibbia le diverse Chiese hanno elaborato nella loro tradizione storica un discorso etico, che ha assunto nelle Chiese differenti forme, non sempre incompatibili a priori. Questo andare alle radici delle dottrine etiche, non affrontandole subito nelle loro specifiche applicazioni, ma cercando di coglierne le ragioni interne, è un aspetto interessante della sessione. Una novità, invece, è che alle quattro meditazioni bibliche, che aprono i lavori mattutini, abbiamo aggiunto una quinta meditazione di una musulmana già da alcuni anni presente alle nostre sessioni, Shahrzad Houshmand Zadeh, a cui ovviamente abbiamo affidato come tema non un testo biblico ma la regola d’oro su cui le diverse fedi religiose convergono: l’amore per il prossimo come per se stessi”.
Ci sarà spazio anche in questa sessione per i giovani?
“Avremo ancora la Cattedra dei giovani, con il confronto tra cristiani, ebrei e musulmani ma, al posto di una triplice rappresentanza cristiana come in passato, abbiamo pensato che fosse giunto il momento ecumenicamente adatto per riservare a una sola presenza la voce cristiana”.
© www.agensir.it - 23 luglio 2011