Ground Zero, una ferita profonda dieci anni

ground-zero-5NEW YORK, 12. Il cuore di un'America commossa batteva forte, ieri, a Ground Zero, a dieci anni dagli attacchi terroristici dell'11 settembre, che provocarono circa tremila vittime. Nell'occasione, il messaggio che il presidente Barack Obama ha voluto lanciare ai connazionali, e al mondo intero, è stato chiaro: gli Stati Uniti non hanno più paura. E, al riguardo, ha citato un passo dal Salmo 46: "Dio è per noi rifugio e fortezza, aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. Perciò non temiamo se trema la terra".
Il messaggio di speranza da consegnare alla Nazione è stato poi rilanciato dal capo della Casa Bianca nel discorso ufficiale pronunciato, ieri sera, al Kennedy Center di Washington. "Dopo la notte del pianto spunta l'alba del giorno" ha dichiarato Obama, il quale si è recato anche al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania, per rendere omaggio alle vittime.
Alla commemorazione, a New York, era presente, tra gli altri, l'ex presidente George W. Bush, che ha citato una lettera di Abramo Lincoln a una donna che durante la guerra civile perse cinque figli. Obama e Bush hanno inaugurato il Memorial Pool dell'11 settembre, dove sono incisi i nomi delle 2983 persone che quel giorno persero la vita. In un composto e dignitoso silenzio la folla dei parenti delle vittime ha seguito la cerimonia: ognuno aveva appuntato sugli abiti un piccolo fiocco celeste, ognuno teneva strette al petto le foto dei propri cari. Prima di cominciare la lettura dei nomi delle vittime, il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha citato Shakesperare per invitare una città tragicamente colpita dieci anni fa a "non misurare il dolore con la gravità di ciò che è accaduto, perché altrimenti la sofferenza non avrà mai fine". Poi, dopo l'inno statunitense e dopo aver dispiegato la bandiera a stelle e strisce, strappata e in gran parte bruciata - recuperata tra le rovine delle Torri Gemelle - i parenti hanno cominciato a leggere i nomi delle vittime. Non solo gli Stati Uniti si sono stretti nel ricordo: anche in altre parti del mondo, con messe di suffragio e osservando un minuto di silenzio, è stata fatta memoria di quel tragico giorno.
Nello stesso momento in cui il ricordo degli avvenimenti dell'11 settembre è valso a ribadire l'impegno nella lotta contro il terrorismo, si è registrato l'ennesimo attacco dei talebani in Afghanistan, i quali, nel rivendicare l'attentato, hanno dichiarato che la guerra all'Occidente non avrà tregua: un camion bomba, deflagrato in una base dell'Isaf, situata nella provincia centrale di Midan Wardak, ha provocato cinque morti e oltre cento feriti. Un'altra azione compiuta dai miliziani per destabilizzare un territorio già da tempo segnato dalle continue, sanguinose violenze. Dunque, nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno suggellato l'impegno a far nascere, dalla macerie di Ground Zero, una nuova alba, la lunga sfida lanciata dai talebani ha conosciuto un nuovo capitolo: e la guerra al terrorismo, anche nella memoria di chi ne è stato vittima, continua.

(©L'Osservatore Romano 12-13 settembre 2011)